Settore pianificazione e sviluppo del territorio
geom. Oscar Lolli
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N07PSCrel 2 |
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22/12/06 |
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N07 |
N07PSCrel 3 |
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02/12/07 |
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N07PSCrel 4 |
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07/02/08 |
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N07PSCrel 5 |
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Per Conferenza |
10/03/08 |
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N07PSCrel 6 |
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Per Conferenza |
18/07/08 |
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18/07/08 |
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N07PSCrel 7 |
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Per adozione |
11/12/08 |
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N07PSCrel 8 |
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Per adozione |
22/12/08 |
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N07PSCrel 9 |
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Per approvazione |
16/04/09 |
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N07PSCrel 10 |
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definitivo |
27/04/09 |
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INDICE
Elencazione e illustrazione delle Varianti
1) Evoluzione della popolazione e delle famiglie
2) Evoluzione del patrimonio ediliziio abitativo
e dell’attività edilizia
3) Elementi conoscitivi alla domanda di edilizia
residenziale sociale
4) Elementi conoscitivi relativi alle modifiche del perimetro di ambiti produttivi...
Valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale
Il Comune di Soliera è dotato di un Piano Regolatore Generale che è stato compiutamente rielaborato in occasione della Variante Generale adottata nel 1999 e approvata con delibera della giunta Provinciale n. 506 del 19/09/2000. Il PRG è stato poi convertito nel 2003 nei nuovi strumenti urbanistici previsti dalla L.R. 20/2000 (PSC, RUE e POC), ai sensi dell’art. 43 della medesima legge.
A cinque anni di distanza dalla conversione, ma, ciò che più conta, a otto/nove anni di distanza dalla formazione dell’ultima variante generale dello strumento urbanistico, sono emerse alcune esigenze per rispondere alle quali risultano necessarie alcune varianti parziali al PSC, prevalentemente attinenti alla cartografia, e riferite esclusivamente ad alcune porzioni circoscritte del territorio comunale.
L’aspetto più rilevante della presente Variante al PSC consiste nell’individuazione di ulteriori ambiti per nuovi insediamenti urbani, per un incremento della capacità insediativa misurato in 398 nuovi alloggi.[1]
Per raffronto va richiamato che il dimensionamento iniziale del PRG adottato nel 1999 (calcolato con riferimento ai comparti di nuova urbanizzazione e ai lotti liberi nelle zone di completamento) era di 1357 alloggi, e che il dimensionamento residuo al momento della conversione del PRG in PSC (2003) era stimato in 1150 alloggi (erano stati cioè già attuati circa 200alloggi).
L’incremento del dimensionamento previsto con il presente atto rappresenta quindi un incremento del 29% rispetto al dimensionamento iniziale del 1999.
Poiché con gli interventi previsti nel primo POC 2003-2008 sono stati attuati 449 alloggi, il dimensionamento residuo calcolato ad oggi è di 701 alloggi, dimensionamento che viene così incrementato a 1099 alloggi con questa variante.
Nel comune di Soliera il ritmo di crescita della popolazione è stato particolarmente dinamico in questi ultimi anni (si vedano i dati nel Quadro Conoscitivo allegato), cosicché anche il ritmo di attuazione delle previsioni di sviluppo residenziale ha proceduto in modo notevolmente sostenuto, tanto che, in particolare a Limidi, le previsioni messe in atto nel primo Piano Operativo sono in corso di avanzata realizzazione e quasi completate. In raffronto al ritmo medio di produzione di nuovi alloggi, l’incremento di capacità insediativa di 398 alloggi corrisponde a meno di due anni della produzione edilizia degli ultimi anni (si veda ancora nel Quadro conoscitivo).
Tuttavia la motivazioni primarie che hanno portato alla proposta di inserimento di questi nuovi ambiti urbanizzabili non derivano tanto da un’esigenza generale di aggiornamento del dimensionamento delle previsioni di piano, quanto dall’intenzione e dall’opportunità di risolvere specifiche problematiche in materia di dotazioni territoriali.
Del resto, già
-
“in passato
l'individuazione di nuove aree edificabili era un contenuto in qualche modo
doveroso, necessario del P.R.G.; l'attuazione di nuove zone residenziali era considerabile
un beneficio in sé stesso per la collettività; di conseguenza, ai soggetti
attuatori non si poteva altro che richiedere di farsi carico degli oneri
diretti dell'intervento: la realizzazione e cessione delle opere di
urbanizzazione interne alla nuova zona e la cessione delle aree per gli
standard;
-
oggi
l'individuazione di nuove ulteriori espansioni residenziali non è un contenuto
indispensabile a priori, non ce n'è 'bisogno': il nuovo P.R.G. di Soliera
potrebbe anche non contenerne alcuna, senza per questo determinare alcun
particolare problema alla cittadinanza o all'economia locale.
Diventa possibile allora assumere un atteggiamento
diverso: localizzare nuove aree edificabili solo dove ciò può fornire un
qualche significativo vantaggio aggiuntivo per l'assetto urbano e per la
collettività solierese” (sottolineatura nel testo n.d.r.).
Questo medesimo atteggiamento è stato tenuto in questa occasione, in relazione alle nuove previsioni insediative che vengono introdotte. Ciascuna di esse infatti nasce da una specifica problematica locale che viene risolta attraverso la nuova previsione insediativa, con notevoli vantaggi per la collettività, aggiuntivi rispetto ai normali oneri di urbanizzazione e standard di legge, assicurati, ove necessario, anche attraverso la sottoscrizione di appositi accordi ex-art. 18 della L.R. 20 con le proprietà private interessate.
Gli stessi accordi ex-art. 18 allegati chiariscono che gli impegni assunti, aggiuntivi rispetto ai normali oneri di urbanizzazione e standard di legge, sono condizione imprescindibile all’attuazione di ciascuna delle previsioni urbanistiche correlate agli accordi stessi.
Oltre alle modifiche riguardanti la previsione di nuove aree insediative (descritte nel seguito come Varianti n.1, 2, 3, 4 e 21), il presente provvedimento comprende anche altre modifiche, derivanti dal recepimento di atti sovraordinati o di scelte condivise con altri Enti; in particolare:
- il recepimento di nuovi corridoi per la realizzazione di nuovi elettrodotti previsti dall’ENEL, nonché la modifica di tracciato di un nuovo metanodotto SNAM;
- il completamento del recepimento delle indicazioni del Piano Operativo provinciale per gli Insediamenti Commerciali (POIC) con riguardo all’area dell’insediamento produttivo ex-Sicem;
- il completamento del recepimento del Piano di tutela degli insediamenti a rischio di incidente rilevante (insediamenti R.I.R.) elaborato dalla Provincia, recepimento già parzialmente deliberato dal Comune per quanto riguarda i contenuti del POC e del RUE, e che ora viene completato per quanto di competenza del PSC.
Infine il presente atto comprende alcune altre modifiche di modestissimo rilievo che vanno incontro a specifiche esigenze di singole attività produttive, alcune marginali riperimetrazioni degli ambiti specializzati per attività produttive, nonché alcune integrazioni della normativo riguardante il territorio rurale.
Con riferimento a quanto comunicato in sede di Conferenza di Pianificazione da parte dell’Area ambiente e Sviluppo Sostenibile della provincia di Modena riguardo alle disposizioni contenute nella Variante al PTCP adottata in merito alle misure per il contenimento degli emungimenti di acqua dal sottosuolo e alle misure per il risparmio idrico nei nuovi insediamenti residenziali e produttivi, trattandosi di disposizioni che, da un lato devo andare ad integrare le disposizioni regolamentari vigenti riguardo ai requisiti tecnici cogenti e volontari degli edifici e dall’altro riguardano eventuali iniziative progettuali specifiche dell’Amministrazione Comunale per l’utilizzo di fonti idriche meno pregiate di quelle sotterranee, di proverà ad integrare tali disposizioni ed indirizzi nel RUE per quanto compete agli aspetti regolamentari, e nel POC per quanto riguarda eventuali opportunità di intervento dell’amministrazione di concerto con gli altri Enti competenti (ATO e società di gestione).
Il presente elaborato illustra le singole varianti proposte e contiene inoltre gli elementi di Quadro conoscitivo correlati ai temi toccati dalla varianti e gli elementi di Valsat, sempre riferiti ai temi toccati dalla varianti.
- il presente documento contenente l’illustrazione dei contenuti della Variante, gli elementi di Quadro Conoscitivo riferiti agli aspetti oggetto di Variante, gli elementi di Valsat riferiti agli aspetti oggetto di Variante;.
- iI testo delle Norme di attuazione del PSC vigente con in evidenza le modifiche ed integrazioni che si intendono apportare;
- le tavole di PSC n. 1.1 e 1.2 (“Articolazione del territorio e assetto della mobilità”) e n. 2.1, 2.2, 2.3, e 2.4 (“Tutele e vincoli”) con in evidenza le modifiche ed integrazioni che si intendono apportare;
-
-
Il nuovo ambito si trova immediatamente a sud del centro di
Limidi (Via Papotti), a ridosso dell’area ove si concentrano buona parte dei
servizi alla popolazione di Limidi, ossia le scuole elementari, materna e nido,
la palestra scolastica, il Centro Civico recentemente completato, nonché nelle
immediate vicinanze,
Proprio dalle esigenze di questo sistema di servizi muovono le motivazioni della variante.
Infatti negli ultimi anni la popolazione della frazione è cresciuta sensibilmente (vedi i dati nel Quadro conoscitivo), in relazione all’attuazione di un ampio comparto residenziale sul lato est, e oggi emergono ulteriori esigenze di ampliamento e qualificazione dell’offerta di servizi. In particolare appare necessario creare le condizioni per un ulteriore potenziamento del polo scolastico e del Centro Civico, nonché di migliorare la dotazione di parcheggi e la viabilità di accesso a questo importante sistema di servizi.
Per queste esigenze occorre che l’Amministrazione Comunale possa acquisire alla collettività ulteriori aree attorno al Centro Civico e alla scuola elementare. Di qui la scelta di individuare un ambito per nuovi insediamenti nel quale, grazie alle norme della perequazione urbanistica già applicata in tutti i comparti attuativi più recenti, la realizzazione una quota di edilizia residenziale consentirà al Comune, come contropartita, di acquisire gratuitamente le aree di cui necessita.
L’ambito per nuovi insediamenti individuato ha una superficie territoriale di mq. 55.600 circa. Si prevede di attribuire alla proprietà del suolo un indice edificatorio pari a 0,15 mq/mq per la residenza (uguale a quello stabilito di norma dal PSC di Soliera per gli ambiti per nuovi insediamenti), più un ulteriore 0,02 mq/mq per attività commerciali.
In questi termini in esso può darsi luogo ad una capacità
insediativa massima di mq. 8.340 mq, di superficie residenziale (ossia circa 67
alloggi considerando l’alloggio medio pari a 125 mq. di SU, secondo la
dimensione dell’alloggio medio individuata ed utilizzata nel PSC e nel
precedente PRG; si richiama che per la normativa di Soliera
Nell’attuazione di questo ambito può trovare spazio anche la realizzazione di una medio-piccola struttura di vendita del settore alimentare..
Nella scheda di Valsat è specificato l’obiettivo di qualità del clima acustico da realizzare (Classe III) e le conseguenti prescrizioni di mitigazione rispetto all’eventuale realizzazione a sud di un nuovo tracciato stradale in variante alla SP 1..
L’Amministrazione comunale ha predisposto e recentemente approvato un ‘Master-plan’ di assetto urbanistico e morfologico dell’intera zona di Via Arginetto.
La predisposizione di questo strumento di coordinamento progettuale è stata espressamente prevista nel Piano Operativo Comunale approvato, contestualmente al PSC, il 3/12/2003, nei termini seguenti ( stralcio dal punto 8 della Relazione del POC):
“Poiché diversi interventi e comparti, sia di iniziativa pubblica che privata, riguardano la zona lungo via Arginetto e complessivamente comportano una importante riorganizzazione nonché estensione verso sud di quella che è da tempo la principale ‘spina’ di aree pubbliche e di servizi collettivi del capoluogo, appare necessario che la progettazione dei diversi interventi che si sommeranno lungo questa spina non avvenga in modo autonomo e separato ma in forma coordinata sulla base di un predefinito disegno d’insieme di massima. A questo fine l’Amministrazione Comunale intende avviare la predisposizione di un tale disegno d’insieme di massima ( o ‘Master-Plan’) esteso a tutto il ‘parco urbano Arginetto’ ossia a tutta la fascia di aree pubbliche e di servizi che affiancano questa strada, ivi comprese quella già sistemate in passato in modo da riconsiderarne l’immagine complessiva.”
A questo fine l’Amministrazione Comunale ha appunto predisposto e ha recentemente approvato (vedi Allegato 2) un tale disegno d’insieme di massima (o ‘Master-Plan’) esteso a tutto il ‘parco urbano Arginetto’ ossia a tutta la fascia di aree pubbliche e di servizi che affiancano questa strada, ivi comprese quella già sistemate in passato in modo da riconsiderarne l’immagine complessiva.
Il Master-Plan non è uno strumento di efficacia urbanistica o giuridica, né potrebbe esserlo non essendo previsto da una legge, pertanto non ha una specifica procedura di approvazione; tuttavia è stato presentato e discusso in Commissione Consigliare, ed è servito non solo per prefigurare l’assetto della morfologia urbana dell’intera area, ma anche per approfondire gli aspetti di fattibilità economica degli interventi pubblici e privati e per costruire gli accordi ex.art. 18 che ne rendono possibile l’attuazione con un forte contributo da parte dei soggetti privati e una importante valorizzazione economica di talune aree di proprietà comunale. Il perimetro dell’area interessata dallo studio è quello indicato con un’apposita grafia nell’a Tav. 1.3 del POC.
Il Master-Plan, naturalmente, è stato in linea di massima prodotto rispettando tutte le disposizioni del PSC. Tuttavia per alcuni aspetti circoscritti, il Master-plan ha prospettato soluzioni che per essere compiutamente attuabili richiedono marginali correzioni a specifiche disposizioni prescrittive del PSC. Con la presente variante si propongono quindi quelle correzioni che occorrono per rendere compiutamente attuabile il disegno urbano proposto e i suoi risvolti economici. Le modifiche sono le seguenti.
A) Nel Master-plan viene prefigurato un assetto
planivolumetrico dell’edificazione sul lato est di Via Arginetto, che per
completarsi organicamente, necessita di correggere il limite orientale
dell’ambito per nuovi insediamenti. L’ampliamento comporta l’allineamento del
limite est dell’ambito edificabile residenziale con il limite est dell’ambito
per nuovi insediamenti produttivi che costituisce la sua prosecuzione verso
sud. L’ampliamento consiste in una striscia di una larghezza media di circa
Sulla base di un Accordo già sottoscritto con le proprietà interessate ai sensi dell’art. 18 della L.R. 20/2000 ( Allegato n. 3), questa estensione da luogo ad un incremento di potenzialità insediativa pari a mq. 7.740 di SU, ossia circa 62 alloggi (sempre considerando l’alloggio medio pari a 125 mq.). Tale potenzialità insediativa è in parte costituita dall’indice edificatorio di 0,15 mq/mq. che viene riconosciuto in termini perequativi a tutte le proprietà che vengono coinvolte dallo sviluppo urbano, e per la parte restante rappresenta la contropartita concordata dell’impegno da parte dei privati alla realizzazione di opere di interesse pubblico all’interno del comparto stesso che esulano dall’ordinaria attuazione delle opere di urbanizzazione, e in specifico il tombamento del Cavo Arginetto per il tratto che attraversa l’area da urbanizzare, la realizzazione di un ulteriore tratto di Via Arginetto verso sud e la cessione di ulteriori porzioni a verde che vanno ad incrementare il parco urbano di via Arginetto; queste aree da cedere con sistemazione a verde sono evidenziate con apposita grafia nella Tav. 1.2 del PSC.
La motivazione di questa variante deriva in primo luogo da un obiettivo di qualità e compiutezza dell’assetto morfologico urbano disegnato nel Master-Plan, e secondariamente dal beneficio pubblico rappresentato dall’onere posto in carico ai soggetti privati.
Va considerato che, a fronte di una estensione dell’area urbanizzabile per circa 24.300 mq. gli accordi sottoscritti comportano la cessione al comune di circa 30.200 mq. extra-standard , aggiuntivi rispetto alla cessione dell’ampia zona G2 già prevista del PSC pre-vigente; queste superfici per verde e dotazioni ecologiche vengono individuate in linea di massima con apposita grafia nella cartografia del PSC.
B) Nell’ambito AR-2, di proprietà del Comune di Soliera e
corrispondente all’ex-magazzino comunale, si prospetta nel Master-plan
un’utilizzazione più intensiva di quella ammissibile secondo il PSC. Si vuole
qui realizzare un immobile alto (“Torre del parco” per un massimo di 18 piani)
di particolare qualità architettonica, affacciato sull’ampia area a verde, che
rappresenti un segno urbano significativo tale da caratterizzare l’intera zona. A questo fine occorre
aumentare, con specifiche disposizioni sia l’altezza massima di questo ambito
AR-2, che la sua capacità insediativa massima, da
L’incremento di edificazione nell’Ambito AR2 è finalizzato a realizzare una densità e una caratterizzazione più marcatamente urbana ad una porzione del capoluogo che peraltro sarà caratterizzata da un’amplissimo sistema di aree pubbliche comprendenti un ampio parco verde a libera fruizione e aree attrezzate per attività sportive e servizi scolastici.
C) Infine, con l’occasione, si provvede a correggere la classificazione grafica attribuita nella Tav. 1.2 del PSC alla fascia di terreno interclusa fra la zona G2, destinata ai nuovi campi sportivi e al nuovo parco pubblico, e la sottostante zona industriale. Questa fascia costituisce in primo luogo una dotazione ecologica in quanto è attraversata da un elettrodotto. Nel PSC vigente essa risulta classificata come ambito agricolo anche se è interclusa fra zone urbane e zone destinate ad essere urbanizzate; con l’occasione si provvede a classificarla più coerentemente come ambito G2, in quanto sarà anch’essa interessata dalla sistemazione complessiva della zona, frerma restando la sua inedificabilità in relazione al vincolo costituito dall’elettrodotto..
Complessivamente, le modifiche nella zona urbana interessata dal Master-Plan comportano un incremento di capacità edificatoria di mq. 14.135, ossia circa 113 alloggi.
Il nuovo ambito per insediamenti urbani si trova immediatamente ad est del centro urbano, a sud di Via Serrasina, a ridosso e completamento di altri insediamenti residenziali realizzati nei decenni scorsi.
L’area per dotazioni ecologiche si estende nella campagna ad est del capoluogo, a sud del cimitero.
Le due previsioni derivano dal combinato disposto di due accordi sottoscritti con le proprietà interessate, ai sensi dell’art. 18 della L.R. 20/2000, che si allegano alla presente Relazione (Allegati n.4 e n. 5)
La nuova previsione di area per dotazioni ecologiche ha una
superficie di quasi
Tali interventi erano già previsti nel POC vigente, con una previsione di spesa di €.770.000 a carico del Comune e un contributo proporzionale a carico di ciascuno dei comparti edificatori privati afferenti; l’accordo con la proprietà per la cessione dell’intera area consente di ridurre l’impegno di spesa da parte del Comune.
Tutta la parte restante dell’ampia area che verrà acquisita potrà essere nel tempo utilizzata dal Comune in parte per ulteriori funzioni ecologiche, attraverso piantumazione di essenze arboree, creazione di specchi d’acqua, realizzazione di un’area per la sgambatura dei cani, ecc., e in parte per coltivazioni orticole da assegnare agli anziani.
L’ambito per nuovi insediamenti ha una superficie di mq. 28.300 circa; ad esso viene attribuita una capacità edificatoria massima pari a 9.900 mq. di superficie complessiva, pari a 79 alloggi, e corrispondente ad un indice di densità territoriale UT = 0,35 mq/mq.; di questa quantità edificabile, secondo gli accordi sottoscritti, una quota pari a mq. 3.180 mq verrà attribuita alla proprietà dell’ambito per nuovi insediamenti, una quota pari a mq. 3.200 verrà attribuita alla proprietà dell’area che viene ceduta al Comune per dotazioni ecologiche, e la parte restante di mq. 3.520 sarà costituita da diritti edificatori spettanti al Comune.
La nuova individuazione riguarda la fascia di territorio in fregio a Via Gambisa, a nord di Via Corte, che rappresenta la naturale espansione dell’abitato sul alto ovest e presenta un’ottimale accessibilità al centro storico e al sistema dei servizi pubblici.
La motivazione di fondo che porta a questa scelta è l’opportunità di ammodernare e integrare l’offerta del servizio pre-scolastico nella parte occidentale del capoluogo.
Oggi nel capoluogo il servizio di scuola materna è
articolato in due plessi: uno nella zona sud-est, nella spina di servizi
scolastici e sportivi fra
Per fornire una buona distribuzione del servizio alle famiglie residenti, la collocazione ottimale della nuova area scolastica va ricercata nella zona nord-ovest. Inoltre, coerentemente con l’impostazione di tutto il PSC, l’acquisizione delle aree per nuovi servizi va preferibilmente ottenuta in modo gratuito attraverso le metodiche della perequazione urbanistica, piuttosto che attraverso esproprio.
Di qui l’individuazione del nuovo ambito per insediamenti urbani che è stato oggetto di un Accordo con le proprietà interessate ai sensi dell’art. 18 della L.R. 20/2000, che si allega (Allegato n. 6).
L’ambito individuato ha una superficie territoriale di circa 87.000 mq, compresi alcuni edifici preesistenti e relative aree di pertinenza. Alcuni di questi edifici sono soggetti a tutela in quanto beni di interesse testimoniale e dovranno essere conservati. Attribuendo alla proprietà del suolo un diritto edificatorio pari a 0,15 mq/mq (uguale a quello stabilito dal PSC di Soliera per tutti i nuovi gli ambiti per nuovi insediamenti), e definendo una capacità insediativa massima pari a 0,20 mq/mq, in esso potrà darsi luogo ad un insediamento prevalentemente o esclusivamente residenziale per un massimo di 17.400 mq (circa 139 alloggi), di cui 13.050 di spettanza della proprietà privata e i restanti 4.350, pari al 20%, nella disponibilità del Comune per la realizzazione di edilizia residenziale sociale.
Le modalità e proporzioni dell’utilizzazione dell’area saranno definite in sede di POC, ma, sulla base degli impegni assunti dai soggetti privati nell’Accordo, si può fin d’ora stimare che circa 23.000 mq, di superficie fondiaria potrebbero essere occupati dall’edificazione privata, altri 6.000 mq di superficie fondiaria potrebbero essere costituiti dai lotti da cedere gratuitamente al Comune per realizzarvi in forma convenzionata delle abitazioni con connotati sociali (ovvero da convenzionare con i soggetti attuatori per tale uso), mentre tutta la parte rimanente di oltre 50.000 mq potrà essere acquisita dal Comune, in parte per la viabilità interna e gli standard di urbanizzazione, in parte per la scuola materna, e ancora per realizzarvi un’ampia area a verde di vicinato, anche al servizio delle aree urbane densamente edificate sull’altro lato della Via Gambisa/Primo Maggio, dove vi sono aree verdi di piccola dimensione ma manca un polmone verde più ampio.
Al netto di strade, parcheggi e altre opere di urbanizzazione si può ottenere una superficie accorpata a parco e per la scuola di 35.000 mq che viene evidenziata nella Tav. 1.2 (in termini non vincolanti quanto a forma e posizione ma vincolanti quanto a superficie minima accorpata). Per la scuola materna è agevole prospettare di riservare un lotto di non meno di 1/1,5 ettari .
Con l’occasione si provvede anche a esplicitare meglio nella normativa (art. 2.7) l’applicazione del criterio della perequazione urbanistica negli ambiti C2. Si provvede cioè a distinguere quello che è il diritto edificatorio che il POC riconosce alle proprietà dei suoli interessati da nuova urbanizzazione, rispetto alla capacità insediativa massima ammissibile:
- il primo, il diritto edificatorio, sarà stabilito in sede di POC al momento dell’inserimento di un comparto nella programmazione attuativa del POC stesso e dovrà essere non superiore a 0,15 mq/mq (ossia l’indice UT già stabilito dal previgente PRG per le zone C2); esso rappresenta quindi un “indice perequativo” (ossia uguale per tutte le proprietà interessate, salvo specifici e motivati accordi ex-art. 18);
- la seconda, la capacità insediativa massima, è stabilita dal PSC, anche ai fini delle valutazioni di sostenibilità nella scheda di Valsat. Nel caso specifico delle zone C2 di Soliera essa è in prevalenza definita pari a 0,15 mq/mq (ossia pari al diritto edificatorio di norma spettante alla proprietà), ma per alcuni ambiti può essere stabilita anche in misura superiore, chiarendo peraltro che la quota eccedente l’indice perequativo non costituisce un diritto della proprietà ma è nella disponibilità del Comune e potrà essere utilizzata per realizzare edilizia residenziale sociale o per trasferire diritti edificatori che sia opportuno delocalizzare da altrove.
Nella zona industriale di Limidi, lungo il margine sud ricompreso fra Via Archimede e Via Montecuccoli si provvede a modeste correzioni del perimetro dell’ambito specializzato produttivo per farlo corrispondere più precisamente allo stato di fatto e all’assetto proprietario. In specifico vengono tolti dall’ambito specializzato, in quanto non interessati all’edificazione, un’area di pertinenza di un edificio abitativo rurale e un’altra fascia di terreno, per una riduzione complessiva di mq. 4.330. Tali terreni vengono riclassificati come territorio rurale
A Limidi, il PSC individua l’ambito di riqualificazione AR1 comprendente lo stabilimento della Cantina Sociale, che tuttavia risulta non pienamente coincidente con le pertinenze dello stabilimento stesso quali risultano dalla cartografia catastali, in quanto ne rimane esterna una fascia verso nord della superficie di circa 2.700 mq. che pure fa parte dellos tesso mappale su cui sorge lo stabilimento Con la presente Variante l’ambito viene quindi ampliato per farlo coincidere con l’effettivo frazionamento catastale.
A Sozzigalli, il PSC individua un ambito specializzato per attività produttive comprendente l’attività produttiva ‘Lavaspurgo snc’ (disciplinato nel RUE come attività produttiva speciale D1.3 per attività di stoccaggio rifiuti, con proprie disposizioni specifiche).
L’ambito tuttavia risulta non pienamente coincidente con l’area di proprietà e di pertinenze dello stabilimento stesso quali risultano dalla cartografia catastali, in quanto ne rimane esterna una fascia verso nord della superficie di circa 6.500 mq. Con la presente Variante l’ambito viene quindi ampliato per farlo coincidere con l’effettiva pertinenza dello stabilimento, anche al fine di consentire lo sviluppo dell’attività produttiva, ferme restando le condizioni e limiti indicati nel RUE, e in particolare la specifica precisazione dell’attività ammissibile:
“……..attività di stoccaggio di rifiuti, senza lavorazioni produttive, escludendo anche tutte le operazioni di trattamento dei rifiuti, e fermo restando il rispetto delle norme regolamentari applicabili, del "Piano Infraregionale per lo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali" della Provincia di Modena e delle norme di protezione, sicurezza, ecc., ivi dettate”.
L’area quindi è adibibile solo allo stoccaggio di rifiuti, mentre il trattamento e lo smaltimento avvengono altrove; si ritiene che, nei termini suddetti, l’impianto non costituisce “impianto di smaltimento di rifiuti non pericolosi…..” di cui all’Allegato IV punto 8 lettera r) del D.Lgs. n. 152/2006 come modificato dal D.Lgs. n. 4/2008.
L’ambito specializzato per attività produttive di Limidi,
comprende, nella sua porzione più occidentale verso il Cavo Lama, lo
stabilimento MAN PLAST e parte della sua area di pertinenza catastale. Su
richiesta della proprietà per esigenze di razionalizzazione dell’attività
produttiva e in particolare di utilizzo dell’area per piazzali di manovra,
l’ambito produttivo viene ampliato verso sud per una superficie di circa mq.
2.000 ricomprendendovi così per intero le pertinenze dello stabilimento stesso
quali risultano dalla cartografia catastali. Parte dell’ampliamento, così come
parte del lotto già facente parte dell’ambito produttivo, è interessato dal
vincolo di tutela paesaggistica in quanto ricadente entro la distanza di
In aderenza all’area del depuratore comunale di Limidi ( tav. 1.1 del PSC), si trova un’area di proprietà del Comune di Soliera con sovrastanti impianti, già utilizzata in precedenza dal Consorzio META per la raccolta e trattamento di rifiuti organici; ora il medesimo impianto può essere riutilizzato per la raccolta e trattamento di materiali inerti provenienti da demolizioni di edifici e manufatti stradali.
Poiché l’impianto non è attualmente individuato in alcun modo nel PSC, appare opportuno classificarlo, con la sua area di pertinenza, fra gli “Impianti ad uso produttivo isolati in territorio rurale”, previsti all’art. 2 comma 4 delle Norme del PSC e disciplinati dall’art. 4.3.2 comma 4 del RUE.
La variante, di mero carattere normativo, riguarda l’area dello stabilimento produttivo dismesso ex-SICEM e consiste nel completamento del recepimento delle possibilità di trasformazione ad uso commerciale consentite dal Piano Operativo degli Insediamenti Commerciali (POIC) elaborato dalla Provincia, in base al quale l’insediamento è trasformabile ad uso commerciale, anche per grandi strutture di vendita del settore non alimentare, purché per una sup. di vendita non superiore a mq. 10.000.
Tale previsione era già stata oggetto di recepimento parziale sulla base di una recente atto di variante e aggiornamento del POC e del RUE vigenti. Con tale atto è già stata recepita e disciplinata la possibilità di trasformazione ad uso commerciale dello stabilimento e le condizioni per l’attuazione dell’intervento. Sulla base di tale atto, in corso di approvazione, l’ambito dello stabilimento è stato classificato come sottozona speciale D1.6. in cui è ammissibile la realizzazione di medie strutture di vendita del settore non alimentare per una SV. massima di mq. 10.000 e di una medio-piccola struttura di vendita del settore alimentare, per una SV massima di mq. 1500, alle condizioni stabilite nel POIC, e cioè subordinatamente all’approvazione di un accordo territoriale e di un PUA che deve comprendere le opere di razionalizzazione della viabilità necessarie ad una adeguata accessibilità all’area commerciale.
In tale atto tuttavia non era stato possibile prevedere l’ammissibilità, sempre entro il limite di 10.000 mq. di SV, anche di una grande struttura di vendita non alimentare, per l’esplicito divieto di tali strutture disposto nelle norme del PSC (all’art. 2.8 comma 5).
Con la presente variante si provvede quindi a rimuovere tale vincolo normativo, modificando detto articolo, limitatamente all’area dell’insediamento in questione.
Il comparto “Corte” in fregio a Via Primo maggio è un comparto che il PSC ha ereditato dal PRG degli anni ottanta, antecedente all’ultima variante generale al PRG, insieme con i parametri edificatori ad esso a suo tempo attribuiti.
Su una superficie di circa 66.780 mq., è prevista un’edificabilità complessiva di 29.657 mq. di SU. Una parte del comparto, di mq. 17.227 è interessata da un PEEP, per una edificabilità di mq 10.157, mentre la parte restante, di mq. 49.500 circa, è di iniziativa privata per una edificabilità di mq. 19.500 di SU; nell’insieme l’indice UT medio è di circa 0,44 mq/mq.,.
Poiché con la recente variante al POC l’intero ambito è stato posto in attuazione, l’avvio della progettazione urbanistica ha messo in luce una notevole difficoltà a conciliare un indice di densità così elevato con un risultato di assetto dell’edificazione, delle tipologie e degli spazi pubblici soddisfacente; in pratica si è verificato che lo sfruttamento dell’intera capacità edificatoria costringerebbe a tipologie alte e dense e ad un assetto degli spazi pubblici frammentato e non soddisfacente.
Si è pertanto ritenuto opportuno, in accordo con le proprietà interessate, prospettare un ampliamento dell’ambito urbanizzabile verso ovest, a parità di capacità edificatoria, in modo che si possa distribuire l’edificazione con maggiore respiro e prevedere tipologie più congruenti con il contesto urbano di Soliera.
L’ampliamento previsto è pari a circa16.500 mq., di cui un
parte per l’ampliamento della porzione ad iniziativa privata e il resto per
l’ampliamento della porzione per edilizia sociale; ciò consente di ridurre l’indice medio di
utilizzazione UT da
Nel contempo si provvede ad un’atra piccola modifica del perimetro di questo ambito. In Via Primo Maggio in angolo con Via Corte sono presenti due edifici ex-colonici a ridosso della strada che sono della medesima proprietà del comparto C1 e che il Comune è interessato ad acquisire per agevolare la realizzazione di una rotatoria nel suddetto incrocio. Con la proprietà si è addivenuti ad un accordo, formalizzato ai sensi dell’art. 18 della L.R. 20/2000 (Allegato n. 7), in base al quale il privato cede al Comune i due suddetti edifici e la relativa area di pertinenza e il Comune, in cambio, modifica il perimetro dell’ambito C1 riducendone l’estensione per una superficie di mq. 800 (che viene aggregata quale pertinenza ad un confinante edificio abitativo ricadente in ambito urbano consolidato).
Come si è già detto, la capacità edificatoria massima del comparto resta immutata.
Nella zona produttiva a nord di Sozzigalli, si provvede ad un modesto ampliamento dell’ambito specializzato per nuovi insediamenti produttivi secondari D3.1. L’ampliamento interessa una superficie di circa mq. 8.900 e riguarda una porzione di terreno interclusa fra l’ambito produttivo D3.1 già soggetto a P.I.P. ad ovest, aree produttive edificate a sud e aree residenziali ad est, per cui con la modifica si determina un allineamento del confine delle aree urbane e urbanizzabili verso la campagna.
La variante trova motivazione nella situazione di inadeguatezza del sistema di opere di urbanizzazione e di dotazioni che riguarda gli insediamenti produttivi di Via Caiumi e Via Silvio Pellico, insediamenti di realizzazione non recente e non frutto di un piano attuativo convenzionato; l’inadeguatezza riguarda in particolare il sistema fognario di queste strade, non allacciato al depuratore, ma anche la dotazione di parcheggi e di verde.
L’attuazione della nuova area consentirà di allacciare il sistema fognario di queste strade alla rete del comparto PIP gia attuato recapitante al depuratore. Oltre la metà della nuova area, per circa 4.600 mq va destinata a dotazioni territoriali, in parte per la realizzazione degli impianti necessari al sistema fognario e il parte, per una fascia di non meno di m. 30 sul lato est, per realizzare una fascia alberata di filtro e mitigazione verso la zona residenziale.
La porzione residua effettivamente edificabile per attività produttive risulta quindi una superficie massima di 4.300 mq.
L’ambito AR1 in Via Martiri Partigiani comprende un insediamento artigianale costruito in modo piuttosto denso e con scarsità di spazi di parcheggio. Obiettivo del PSC per chi ambiti AR1 è “il mantenimento delle attività produttive in essere e il miglioramento delle loro condizioni di compatibilità con il contesto residenziale in cui si trovano, attraverso opere di mitigazione degli impatti, ovvero modifiche delle attività produttive svolte”.
Un’esigenza sentita è quella di una maggiore dotazione di parcheggi pubblici, cosa che consentirebbe di migliorare le condizioni di svolgimento delle attività senza dare luogo ad effetti negativi sulle aree residenziali circostanti. Le aziende interessate sono disponibili a realizzare nuovi parcheggi ma non vi sono gli spazi entro l’ambito urbanistico senza sconfinare nel confinate territorio rurale.
Si provvede quindi ad allargare il perimetro del comparto
per una fascia di
L’ampliamento risulta complessivamente di circa 1.050 mq. e non ha rilevanza dal punto di vista della capacità edificatoria in quanto l’ambito presenta già una densità edilizia superiore all’indice consentito per gli ampliamenti.
Nella Tav. 2 del PSC è individuata con apposita simbologia la fascia di rispetto di m. 150 dal piede degli argini dei corsi d’acqua, ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004 art. 142, comma 1 lettera c).
Tale fascia tuttavia è indicata in modo continuativo lungo i
corsi d’acqua, senza tenere conto delle situazioni di esclusione dal vincolo
previste dal comma 2 del medesimo articolo del D.Lgs., ossia le “aree che
alla data del 6 settembre 1985:
a)
erano delimitate dagli strumenti
urbanistici come zone A o B;
b) limitatamente alle parti ricompresse nei P.P.A. erano delimitate negli strumenti urbanistici ai sensi del D.M. 2/04/1968 n. 1444 come zone diverse da quelle di cui alla lettera a)….”.
Effettuata la ricognizione storica sulla strumentazione urbanistica vigente nel comune di Soliera alla data suddetta, è stato appurato che sono escluse dal vincolo piccole porzioni urbane nelle località di Sozzigalli, Secchia e Grande Rosa, che erano già edificate e classificate come zone B alla data di entrata in vigore del vincolo.
Si è provveduto pertanto a precisare il perimetro di applicazione del vincolo nei termini suddetti.
In occasione di questa variante di aggiornamento del PSC appare opportuno provvedere anche ad un aggiornamento dello stato di attuazione di alcuni ambiti (di riqualificazione e di nuovo insediamento) che nel frattempo sono stati completamente attuati.
Si tratta di due ambiti per nuovi insediamenti (C1 e C2) a Limidi, di un ambito AR2 a Sozzigalli, di un ambito C1, due ambito AR2 e due ambiti G2 nel capoluogo e infine un ambito C1 ad Appalto.
Nella cartografia del PSC questo comparti, manterranno invariata la loro classificazione ma saranno anche contrassegnati con una barratura che ne indichi lo stato di completamento dell’attuazione. A tale caratterizzazione potranno corrispondere specifiche disposizioni del RUE per governare eventuali esigenze di interventi dopo la scadenza delle convenzioni che li riguardano.
Si provvede ad ampliare l’ambito specializzato per attività produttive che comprende esclusivamente lo stabilimento Duna-Corradini, classificato come stabilimento a rischio di incidente rilevante (ambito disciplinato nel POC come zona produttiva speciale D1.7). L’ampliamento ha lo scopo di ricomprendere nel perimetro dello stabilimento un’area attigua che è stata acquisita dalla proprietà e ora fa parte dallo stabilimento stesso. L’estensione del perimetro dello stabilimento presenta il vantaggio che l’area di potenziale danno, che finora fuoriusciva in parte dal perimetro dello stabilimento proprio in questo tratto, risulta ora ricompresa interamente entro il perimetro dello stabilimento.
Nel contempo si provvede a recepire nel PSC il Piano di tutela degli insediamenti a Rischio di Incidente Rilevante (insediamenti R.I.R.) elaborato dalla Provincia, introducendo nel testo normativo le integrazioni necessarie. Con separata delibera si provvederà a recepire i contenuti che competono al POC e al RUE.
Il recepimento comporta l’individuazione cartografica dell’ambito che comprende lo stabilimento Duna-Corradini come zona produttiva interessata da un insediamento R.IR, l’individuazione di una fascia di attenzione della larghezza di m. 150 dal perimetro dello stabilimento nel territorio rurale circostante, all’interno della quale sarà opportuno evitare mutamenti d’uso che comportino l’insorgere di situazioni di potenziale conflitto, nonché il recepimento di una serie di integrazioni alla normativa del PSC, come formula nella proposta elaborata dalla Provincia.
L’elaborato “Valutazione di Sostenibilità Ambientale e
Territoriale (art.
Al di là dello stabilimento RIR in atto, il suddetto elaborato di VALSAT non individua nel territorio comunale di Soliera ulteriori ambiti specializzati per attività produttive idonei alla localizzazione di stabilimenti RIR, in quanto sono tutti ambiti relativamente vicini a centri abitati. Pertanto l’unico ambito idoneo nel territorio comunale è e resta quello dello stabilimento “Duna-Corradini”.
Sulla base di indicazioni fornite dall’ENEL è stata aggiornata nella Tav. 2 del PSC l’indicazione delle fasce di rispetto degli elettrodotti e corridoi per la realizzazione di elettrodotti, in base alla realizzazione di interventi sulla rete attuati ultimamente o previsti dall’ENEL stessa.
Nella zona sud del territorio comunale, in prossimità del
confine con il comune di Modena, è individuato nella tavola dei vincoli del PSC
(Tav.2.4) il tracciato del metanodotto Cremona-Poggio Renatico. Poiché il Comune ha ricevuto da SNAM il
progetto definitivo di realizzazione di un nuovo metanodotto in sostituzione di
quello esistente (che successivamente verrà smantellato), si provvede a
modificare
19.1) Disciplina delle attività di allevamento cani e altri animali d’affezione
Nel territorio rurale di Soliera sono presenti attività di allevamento di animali non per uso zootecnico-alimentare (cavalli, cani, animali selvatici), in particolare è presente un’attività di custodia, allevamento e addestramento cani, anche per attività sportive, che sta avendo un significativo sviluppo.
Tali attività sono riconosciute nel PSC come uno specifico uso nella casistica degli usi urbanistici: uso d5 – “Allevamenti speciali e custodia di animali”, uso espressamente consentito in relazione al riutilizzo di edifici preesistenti che viene governato con il RUE.
Tale normativa non appare tuttavia sufficiente a governare attività sensibilmente diverse fra loro e ciascuna con proprie esigenze specifiche in materia di manufatti.
Si provvede pertanto ad inserire nel PSC (all’art. 4.2 relativo agli usi consentiti nel territorio rurale) una specifica disposizione in base alla quale il POC può disciplinare, con riferimento a specifiche attività, la realizzazione di edifici di servizio e altri manufatti funzionali all’attività, dettandone i limiti e le condizioni per il corretto inserimento ambientale, ed escludendo comunque la realizzazione di residenze.
19.2) Impianti per la produzione energetica
E’ emersa l’esigenza di consentire nel territorio rurale la realizzazione di impianti di produzione energetica, in particolare quelli alimentati da biomasse di origine agricola o zootecnica, ma anche da altre fonti energetiche rinnovabili (es. fotovoltaico). Questi impianti possono avere impatti modesti e sostanzialmente positivi, in particolare se contribuiscono allo smaltimento di rifiuti organici delle produzioni aziendali agricole che altrimenti dovrebbero essere smaltiti in altro modo, ma possono anche presentare impatti ambientali e paesaggistici consistenti in relazione alla loro entità e alla fonte utilizzata.
Pertanto si provvede ad inserire nel PSC disposizioni che consentono di disciplinare nel RUE gli impianti di più modesta potenza, ossia quelli che non richiedono la procedura dell’autorizzazione unica ambientale ai sensi del D.Lgs. n. 387 del 29/12/2003 e successive modificazione e quelli connessi alle aziende agricole, di potenza non superiore a 1,0 MW purché alimentati esclusivamente da biomasse di origine agricola o zootecnica. Tali impianti potranno essere realizzati previa stipula di una convenzione che ne disciplini gli aspetti di impatto ambientale, le eventuali mitigazioni necessarie e preveda l’obbligo di demolizione e bonifica del terreno in caso di dismissione.
Si provvede inoltre a specificare che Impianti di potenza superiore a 1,0 MW o che utilizzino altre fonti energetiche rinnovabili possono eventualmente essere previsti in sede di POC sulla base di preventive e specifiche valutazioni riguardo all’idoneità del sito e comunque previa stipula di una convenzione nei termini suddetti..
19.3) Impianti produttivi isolati in territorio rurale
Il PSC individua con apposita simbologia i lotti isolati in territorio rurale contenenti immobili destinati ad attività produttive. Per tali immobili attualmente è previsto che il RUE disciplini gli interventi ammissibili, limitati a quelli di mero consolidamento e adeguamento tecnologico e impiantistico delle attività produttive in essere, nonché gli usi ammissibili del contenitore in caso di dismissione dell’attività in essere e gli eventuali interventi di mitigazione del loro impatto paesaggistico.
In uno dei casi individuati riguarda un mangimificio, a nord-ovest del capoluogo, che attualmente manifesta esigenze di sviluppo e ampliamento dell’edificio produttivo. Trattandosi in questo specifico caso di un’attività agro-industriale che può considerarsi pienamente sinergica e connessa con le attività agro-zootecniche in senso stretto e quindi congruente con il territorio rurale, si ritiene ammissibile (avendo a mente il comma 1 dell’art. A-21 della L.R. 20/2000) che in sede di POC possa essere consentito l’ampliamento di tale attività, a fronte di precise garanzie riguardo alla continuità di quel determinato tipo di attività (evitando quindi il subentro di altre attività manifatturiere non connesse con l’agricoltura) e di precise condizioni riguardo all’adeguatezza delle opere di urbanizzazione e alla mitigazione dell’impatto ambientale e paesaggistico .
19.4) Zone agricole speciali di salvaguardia infrastrutturale (ES)
Nell’articolo 4.3 delle Norme del PSC relativo alle Zone agricole speciali di salvaguardia infrastrutturale (ES), ossia alla fascia di salvaguardia per la eventuale futura realizzazione della nuova sede della S.P.1 , è previsto attualemtne che “non è ammessa la realizzazione di nuovi allevamenti industriali”.
In relazione all’evoluzione della disciplina relativa agli allevamenti, con particolare riferimento alle normative a cui è possibile riferite la distinzione fra allevamenti aziendali e industriali, ed inoltre in relazione ad osservazioni in proposito prodotte in sede di Conferenza di Pianificazione da parte della Provincia di Modena, si ritiene opportuno eliminare la parola “industriali” ed estendere l’esclusione a tutti i nuovi allevamenti zootecnici.
La normativa del PSC esclude la possibilità di monetizzazione delle dotazioni minime prescritte di attrezzature e spazi collettivi “negli interventi programmati dal POC”, mentre demanda al RUE la disciplina dei casi in cui ammettere la monetizzazione “nei limiti degli interventi edilizi diretti non programmati dal POC”.
Questa prescrizione, che distingue la casistica fra interventi programmati dal POC e non, ha creato qualche problema applicativo poiché può darsi il caso di interventi attuabili con modalità diretta ma programmati in sede di POC (ad es. in ambiti consolidati o da riqualificare, o nel centro storico), nei quali possono ricorrere situazioni in cui la monetizzazione appaia necessaria.
Si ritiene quindi opportuni riformulare la prescrizione non facendo più riferimento alla programmazione dell’intervento nel POC o meno, ma escludendo la monetizzazione “negli ambiti per nuovi insediamenti” , sempre demandando al RUE la disciplina delle eventuali possibilità di monetizzazione negli altri casi.
Per il comparto C2 in località Sozzigalli si formulano considerazioni parzialmente simili a quelle già espresse per il comparto “Corte” di cui alla variante n. 11. Il comparto è inserito nel POC per l’attuazione nonché per la realizzazione della nuova scuola elementare e materna nell’area di cessione. Anche in questo caso, l’avvio di una preliminare progettazione urbanistica ha messo in luce la difficoltà di conciliare la densità edilizia prevista, l’altezza massima di tre piani e l’esigenza del Comune di farsi cedere una quota consistente dell’ambito per destinarla alla realizzazione della nuova scuola, ad ampliamento dell’area pubblica dove già sorge il Centro civico della frazione.
Per dare luogo ad un assetto insediativo più soddisfacente, sia per l’area scolastica e le aree a verde che per l’edificazione residenziale, appare opportuno estendere l’ambito verso sud, fino al limite in cui incontra la fascia di rispetto infrastrutturale riservata alla possibilità di realizzazione della nuova SP 1.
Nell’Accordo con la proprietà privata che è stato sottoscritto ai sensi dell’art. 18 della L.R. 20/2000 (Allegato n. 8), viene prevista la cessione immediata al Comune di un’area accorpata di almeno 10.000 mq che verrà utilizzata per il plesso scolastico.
L’ampliamento del comparto C2 interessa una superficie aggiuntiva di 8.100 mq e non è inteso a dare luogo ad un incremento del dimensionamento del Piano ma solo ad una sua diversa distribuzione e rilocalizzazione. In questo senso, l’Accordo coinvolge anche l’ambito D3.2 per attività terziarie (e specificamente sanitarie e assistenziali) posto poco più a sud e facente parte della medesima proprietà. Secondo il testo sottoscritto, si concorda di aumentare l’edificabilità dell’ambito residenziale per circa 2.600 mq. di SU, ma esclusivamente nella forma di trasferimento di capacità edificatoria che verrà sottratta e delocalizzata dall’ambito D3.2.
Nella scheda di Valsat è specificato l’obiettivo di qualità del clima acustico da realizzare (Classe III) e le conseguenti prescrizioni di mitigazione rispetto all’eventuale realizzazione a sud di un nuovo tracciato stradale in variante alla SP 1..
Il PSC di Soliera individua nella Tav. 2 (“Vincoli e
tutele”) tutti i canali di bonifica e/o irrigui. Alcuni di questi erano stati
selezionati al momento della elaborazione dell’ultima Variante generale al PRG
in relazione al loro maggiore rilievo dal punto di vista dei caratteri
ambientali e paesaggistici: rilevanza morfologica del manufatto, presenza di
vegetazione ripariale significativa, maggiore potenzialità per la funzione di
corridoio di collegamento ecologico locale; per questi selezionati il PSC ha
previsto una fascia di tutela della larghezza di
Fra i canali a cui è stata prevista la fascia di tutela di 50 ma è compreso il canale Prati che scorre in senso est-ovest immediatamente a nord dell’abitato di Limidi. Ad un riesame delle caratteristiche di questo canale, si conferma che nel tratto ad ovest di Limidi, ossia dalla Via Martiri Partigiani allo sbocco nel Cavo Lama, sussistono le caratteristiche di maggiore qualità ambientale e paesaggistica che motivarono la scelta iniziale; viceversa nel tratto iniziale, dalle origini del canale presso il depuratore di Limidi fino alla Via Martiri il canale presenta una sezione modesta, è praticamente privo di vegetazione ripariale e di spazi laterali nei quali questa possa evolvere e inoltre per un tratto all’altezza di via Martiri è anche tombato. Di queste condizioni si da conto con opportuna documentazione fotografica nel Quadro conoscitivo.
Si ritiene quindi che non sussistano per questo tratto le
condizioni che motivano l’individuazione di un “Ambito di tutela dei caratteri
ambientali dei corsi d’acqua” di
Gli elementi parziali di Quadro Conoscitivo che vengono di seguito esposti fanno riferimento all’aspetto di maggiore rilievo della Variante, ossia l’incremento della capacità edificatoria complessiva del Piano per circa 146 alloggi.
Per quanto riguarda il recepimento delle indicazioni del Piano Operativo provinciale per gli Insediamenti Commerciali (POIC) con riguardo all’area dell’insediamento produttivo ex-Sicem, si rimanda al Quadro Conoscitivo di detto Piano Provinciale recentemente approvato; per quanto riguarda il recepimento del Piano di tutela degli insediamenti a rischio di incidente rilevante (insediamenti R.I.R.) elaborato dalla Provincia, si fa riferimento alle Tavole di detto Piano, già allegate alla Variante al POC e al RUE di Soliera approvata con delibera del C.C. n. 28 del 27/04/2007.
Le analisi riportate nella Relazione illustrativa del PSC di Soliera, con dati aggiornati al 1997, rilevavano sostanzialmente una ripresa della crescita della popolazione nella prima metà degli anni novanta rispetto al decennio precedente.
Il quadro che emerge oggi alla luce dei dati aggiornati al 2006 conferma il trend di crescita che già emergeva, ma correggendolo nettamente al rialzo.
Nel corso degli anni ‘90 la crescita della popolazione si attesta complessivamente a +15,9%, corrispondente a circa 182 persone l’anno, ovvero circa tre volte la crescita di popolazione degli anni ’80.
Il tasso di crescita maggiore si registra nella seconda metà degli anni ’90. Osservando i dati per quinquennio risulta che a fronte di una crescita del +4,5% nel quinquennio 1991-1996, la crescita del quinquennio 1996-2001 è pari al 10,9%.
Nel quinquennio più recente tra il 2001 e il 2006 la popolazione cresce ancora del 10,3% ossia in linea con il quinquennio precedente. Su base decennale 1996-2006 si arriva ad una crescita record del 22% , superiore a quella che si era registrata negli anni ’70, che ra stato il precedente periodo di maggiore crescita.
|
intervallo anni |
variazione residenti |
variazione % |
|
|
1991 - 1996 |
516 |
4,5% |
|
|
1996 - 2001 |
1.302 |
10,9% |
|
|
2001 - 2006 |
1360 |
10,3% |
Il quadro di insieme della crescita della popolazione e del numero delle famiglie viene riportato nella tabella seguente.
|
Anno |
Residenti |
Variazione residenti |
var. % residenti |
Famiglie |
variazione famiglie |
var. % famiglie |
Componenti per famiglia |
|
|
1991 |
11.408 |
|
|
3.935 |
|
|
2,90 |
|
|
1992 |
11.450 |
42 |
0,37% |
4.100 |
165 |
4,19% |
2,79 |
|
|
1993 |
11.498 |
48 |
0,42% |
4.116 |
16 |
0,39% |
2,79 |
|
|
1994 |
11.676 |
178 |
1,55% |
4.208 |
92 |
2,24% |
2,77 |
|
|
1995 |
11.801 |
125 |
1,07% |
4.311 |
103 |
2,45% |
2,74 |
|
|
1996 |
11.924 |
123 |
1,04% |
4.404 |
93 |
2,16% |
2,71 |
|
|
1997 |
12.149 |
225 |
1,89% |
4.516 |
112 |
2,54% |
2,69 |
|
|
1998 |
12.418 |
269 |
2,21% |
4.668 |
152 |
3,36% |
2,78 |
|
|
1999 |
12.637 |
219 |
1,76% |
4.795 |
327 |
7,32% |
2,64 |
|
|
2000 |
12.922 |
285 |
2,26% |
4.926 |
131 |
2,73% |
2,62 |
|
|
2001 |
13.226 |
304 |
2,35% |
5.068 |
142 |
2,88% |
2,61 |
|
|
2002 |
13.539 |
313 |
2,37% |
5.211 |
143 |
2,82% |
2,60 |
|
|
2003 |
13.783 |
244 |
1,80% |
5.310 |
99 |
1,90% |
2,60 |
|
|
2004 |
14.056 |
273 |
1,98% |
5.462 |
152 |
2,86% |
2,57 |
|
|
2005 |
14.195 |
139 |
0,99% |
5.555 |
93 |
1,70% |
2,56 |
|
|
2006 |
14.586 |
391 |
2,75% |
5.742 |
187 |
3,37% |
2,54 |
|
|
2007 |
14.870 |
284 |
1,95% |
5.832 |
90 |
1,57% |
2,55 |


Come è evidente dai grafici nel corso degli ultimi quindici anni la crescita della popolazione si è mantenuta in costante crescita. Le variazioni dei residenti mostrano una crescita particolarmente sostenuta negli anni dal 1998 al 2004, con picchi massimi di +313 unità nel 2002 e di +391 nel 2006.

Per quanto riguarda le famiglie la tendenza di lunga durata conferma un costante aumento del numero e nel contempo una progressiva diminuzione del numero medio dei componenti per ogni famiglia, passando dal 2,9 del 1991 al 2,56 del 2005.

Il forte incremento della popolazione ha comportato anche un consistente incremento del numero annuale di nati, come avviene solitamente quando l’incremento di popolazione è dovuto all’immigrazione, costituita frequentemente da famiglie di nuova formazione, quindi giovani e in età di riproduzione; un contributo particolare all’aumento delle nascite deriva poi dalla presenza che comincia ad essere consistente di famiglie ricongiunte di immigrati extracomunitari, che hanno una propensione ad un numero di fugli maggiore delle famiglie italiane.
Mentre per tutti gli anni novanta la media annuale dei nati è stata intorno alle 90/100 unità all’anno, negli anni più recenti i valori sono aumentati considerevolmente: 168 nel 2004, 170 nel 2005, 178 nel 2006.
Ciò ha effetti significativi sulla domanda di servizi scolastici, che in questa fase interessa in particolare i servizi per l’infanzia precedenti alla scuola dell’obbligo ma nei prossimi anni arriverà ad interesserà anche le fasce di età della scuola dell’obbligo.
Per quanto riguarda il patrimonio edilizio abitativo,
secondo i dati dei censimenti ISTAT del 1991 e del 2001, il patrimonio edilizio
abitativo è cresciuto da
Il dato è perfettamente congruente con i dati, pur di diversa origine e significato, relativi alla produzione edilizia che indicano, per lo stesso decennio, una produzione di nuovi alloggi pari a 1238 unità.
I dati sulla produzione edilizia, essendo disaggregati per anno, forniscono un quadro più dettagliato fino agli anni più recenti. Ne emerge che nella prima metà degli anni ’90 il numero degli alloggi costruito era in media di circa 93 alloggi annui; successivamente nella seconda metà degli anni ’90 l’attività edilizia ha subito una impennata che ha portato a 154 il numero degli alloggi annui.
Ma l’aspetto più significativo da segnalare è che la tendenza per i primi anni del 2000 è quella di una ulteriore sostanziale crescita della produzione di nuovi alloggi che raggiunge una media quinquennale di 171 all’anno. Considerando poi solo gli ultimi tre anni, la media cresce ancora fino a oltre 200 alloggi/anno.
|
Anno |
Numero alloggi di nuova costruzione |
Totale alloggi
per quinquennio |
Media alloggi
per quinquennio |
|
|
1991 |
102 |
466 |
93 |
|
|
1992 |
85 |
|||
|
1993 |
65 |
|||
|
1994 |
68 |
|||
|
1995 |
146 |
|||
|
1996 |
117 |
772 |
154 |
|
|
1997 |
154 |
|||
|
1998 |
228 |
|||
|
1999 |
120 |
|||
|
2000 |
153 |
|||
|
2001 |
166 |
856 |
171 |
|
|
2002 |
162 |
|||
|
2003 |
128 |
|||
|
2004 |
190 |
|||
|
2005 |
210 |
|||
|
2006 |
216 |
|
|
Di seguito il grafico relativo all’andamento del numero degli alloggi.

Si deduce che la produzione edilizia non ha dunque subito flessioni se non congiunturali, anzi ha mantenuto un trend di tendenziale crescita che restituisce una immagine di lunga durata di una domanda che non accenna ad attenuarsi.
In comune di Soliera nel 2001 solo il 15 % delle abitazioni occupate sono in affitto, mentre tutto il restante l’85% è occupato dal proprietario o ad altro titolo ( che spesso è il comodato da parte di un parente proprietario…). Oggi la quota in affitto sarà verosimilmente ancora diminuita.
La domanda esplicita in materia di edilizia residenziale sociale è rappresentata da 75 domande giacenti in graduatoria per gli alloggi di ERP (edilizia residenziale pubblica), ma anche dalle 212 famiglie che usufruiscono del contributo del fondo sociale per l’affitto (quasi il 30% delle famiglie che abitano in affitto). Verosimilmente comprese fra queste vi sono le 38 famiglie seguite dai servizi sociali per ragioni riconducibili al basso reddito.
A fronte di questa domanda, l’offerta sociale pubblica è costituita sola da 29 alloggi di ERP e altri 14 alloggi comunque assegnati per finalità sociali; le assegnazioni di alloggi ERP negli ultimi tre anni sono state solo 6.
In questo quadro gli strumenti effettivi e più efficaci per andare incontro alla domanda delle famiglie che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un’abitazione sono costituiti da un lato dal già citato fondo sociale per l’affitto e dall’altro dai contratti di affitto “a canone concordato” che grazie alle agevolazioni fiscali hanno avuto una buona diffusione. Attualmente a Soliera vi sono 120 contratti in essere di questo tipo. Ipotizzando una scarsa sovrapposizione fra i canoni concordati e i contributi per l’affitto si arriva a oltre 300 famiglie che possono usufruire di una casa in affitto a condizionia agevolate rispetto al libero mercato.
Nelle condizioni attuali della finanza pubblica in cui le risorse finanziarie pubbliche per la produzione di nuovi alloggi ERP sono praticamente inesistenti, gli strumenti sui quali indirizzare le politiche locali per il diritto alla casa non sembrano essere né l’acquisizione di aree pubbliche per la realizzazione di ERP, né la realizzazione di abitazioni in proprietà a prezzi convenzionati con i classici interventi di PEEP degli anni passati, in quanto non sembra essere questa la risposta al tipo di domanda che si manifesta.
Appare piuttosto più utile ottenere dalle trasformazioni urbanistiche, attraverso specifici vincoli convenzionali, che una quota degli alloggi realizzati dai soggetti attuatori privati sia destinata all’affitto (permanente o almeno per un periodo consistente), a canone concordato o comunque convenzionato a un livello inferiore a quello del mercato.
Con riguardo alle Varianti n.6, n.7 e n.8, riguardanti modifiche del perimetro di alcune attività produttive
(rispettivamente
Estratto catastale relativo alla variante n.6: il lotto individuato coincide con limiti di mappali catastali

Estratto catastale relativo alla variante n.7: il lotto individuato coincide con limiti di mappali catastali

Estratto catastale relativo alla variante n.8: il lotto individuato coincide con limiti di mappali catastali

Foto n. 1: tratto iniziale del canale in prossimità del depuratore

Foto n. 2: tratto iniziale del canale in prossimità del depuratore

Foto n. 3, 4 e 5: tratto del canale in prossimità di Via Martiri Partigiani,
parzialmente tombato




Foto n. 6: tratto del canale a ovest di Via Martiri Partigiani, ove permane la
fascia di tutela di m. 50 per lato
Foto n. 7, 8 e 9: alcuni canali di bonifica in territorio di
Soliera ai quali è stata applicata una fascia di tutela di



Il testo che segue e le schede specifiche di valsat delle singole varianti più significative costituisce inoltre il RAPPORTO AMBIENTALE PRELIMINARE di cui all’art. 12 del D.Lgs. n. 4 del 16/01/2008 ai fini della VERIFICA DI ASSOGETTABILITA’ alla VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA.
Il PSC del Comune di Soliera è frutto della conversione degli elaborati del precedente PRG in applicazione delle disposizioni transitorie della L.R. 20/2000; pertanto esso non contiene un elaborato di Valutazione di Sostenibilità Ambientale e Territoriale (VALSAT).
Ne consegue che in occasione delle presente Variante non vi
sono le condizioni per effettuare una Valsat completa, nella forma di un
monitoraggio dell’evoluzione intervenuta degli indicatori individuati con
Ciò che è apparso possibile effettuare in questa fase è quindi solo un’analisi dei fattori di impatto dei singoli oggetti di variante, l’eventuale indicazione di azioni di mitigazione e una valutazione qualitativa della variazione delle condizioni di sostenibilità rispetto all’impianto complessivo delle scelte pre-vigenti.
Si formulano quindi nel seguito le valutazioni qualitative sulle principali componenti di impatto della variante nel suo complesso. Seguono inoltre otto schede di valutazione specifica (sempre qualitativa), relativamente ai sei ambiti interessati da varianti (varianti n.1, n.2, n.3, n.4, n.11 e n. 21) che implicano un incremento del carico insediativo e/o un incremento della superficie urbanizzabile per la residenza, e ai tre ambiti interessati dalle più significative varianti (n. 7, n. 12 e n.16) relative ad aree per attività produttive.
Per quanto riguarda le previsioni per la residenza, le sei varianti suddette comportano complessivamente una potenzialità edificatoria aggiuntiva pari a 398 alloggi. Nel caso di un territorio con le caratteristiche socio-economiche di Soliera, la realizzazione di circa 400 alloggi si traduce necessariamente in un incremento di abitanti, anche se di entità non facilmente stimabile. Va richiamato ad esempio che, secondo i dati riportati nel Quadro Conoscitivo, nei sei anni fra il 2001 e il 2006 sono stati costruiti 1.203 alloggi, le famiglie sono aumentate di 816 unità e gli abitanti di 1.664. Anche se la dimensione media della famiglia è attestata sul valore di 2,55 persone per nucleo, l’effetto combinato dell’ingresso di nuove famiglie e della diminuzione di quelle preesistenti ha portato agli esiti suddetti per cui gli abitanti sono cresciuti appena il doppio di quanto sono cresciute le famiglie. Una stima che può apparire ragionevole è che i 400 alloggi aggiuntivi possano significare circa 800/900 abitanti aggiuntivi.
In termini di estensione del territorio urbanizzabile per lo
sviluppo urbano prevalentemente residenziale, la sommatoria delle sei varianti
suddette che hanno effetti di questa natura comporta un incremento di circa
Tuttavia una parte significativa di questo incremento del territorio urbanizzabile è costituita o va a compensare la cessione al Comune di cospicue aree a parco urbano o per servizi. Tenendo conto di questo aspetto il bilancio dettagliato delle sei varianti suddette è il seguente.
|
N. variante |
Incremento lordo della ST |
Cessioni di aree a verde o servizi extra-standard |
Incremento netto |
Note |
|
1 – Via Papotti Limidi |
55.600 |
15.050 |
40.550 |
Per servizi pubblici |
|
2- Via Arginetto capoluogo |
24.300 |
30.200 |
- 5.900 |
Da Master-Plan del Parco Arginetto |
|
3 Via Serrasina capoluogo- |
28.300 |
/ |
28.300 |
|
|
4 – Via Gambisa capoluogo |
87.000 |
35.000 |
52.000 |
Per parco e scuola materna |
|
11 – Via Corte capoluogo |
16.500 |
/ |
16.500 |
|
|
21- Sozzigalli |
8.100 |
10.000 |
- 1.900 |
Per scuola |
|
TOTALE |
219.800 |
90.250 |
129.550 |
|
Il bilancio delle aree di nuova individuazione destinate
effettivamente all’edificazione residenziale al netto di quelle per parchi
urbani e servizi extra-standard è pertanto di circa 12,
La presente variante individua un solo ambito specializzato per nuovi insediamenti produttivi: si tratta di un’integrazione del più ampio ambito specializzato produttivo di Sozzigalli, di cui alla Variante n. 12.
Questa nuova area ha una superficie territoriale di 8.920 mq. Tuttavia una parte molto consistente di essa (otre la metà e precisamente non meno di 4.600 mq) è utilizzabile esclusivamente per la realizzazione di dotazioni ecologiche; la parte restante effettivamente utilizzabile per l’insediamento di nuove attività misura 4.300 mq.
A fronte di ciò, con
I due provvedimenti suddetti comportano quindi un bilancio complessivo nullo da questo punto di vista.
Questo provvedimento contiene ulteriori varianti specifiche relative a singole attività produttive insediate in ambiti specializzati per attività produttive (varianti n. 6, n.7 , n.8 e n.16). Ciascuna di queste varianti consiste in una riperimetrazione del lotto di pertinenza di ciascuna attività per farlo corrispondere con i limiti catastali e proprietari. Pertanto tutte queste varianti non costituiscono “ambiti produttivi di nuovo insediamento”, non offrono alcuna nuova possibilità di insediamento per nuove attività, ma forniscono solo possibilità di mero adeguamento di attività già insediate; in tal senso non rientrano nelle disposizioni riguardanti il bilancio dei nuovi insediamenti produttivi di cui agli artt. 51 e 58 del PTCP.
Le varianti proposte e le nuove potenzialità di trasformazione introdotte non confliggono né mostrano interferenze problematiche con particolari elementi di interesse naturalistico o di interesse storico-culturale individuati come meritevoli di tutela dal PTCP o dal PSC stesso.
In particolare non si riscontrano situazioni di interferenza con aree tutelate o con singoli elementi di interesse vegetazionale tutelati, e non si riscontrano criticità riguardo agli elementi e segni residui della centuriazione romana o ad edifici di interesse storico-culturale o testimoniale.
L’ambito per nuovi insediamenti introdotto con la variante n. 4, nel capoluogo in fregio alla Via Gambisa, ricomprende quattro edifici tutelati come beni di interesse storico culturale e testimoniale: una casa padronale rurale, nonché una corte rurale costituita da una casa, una stalla-fienile e un altro accessorio agricolo. La previsione di urbanizzazione dell’ambito non contraddice la tutela degli edifici, a condizione che siano assunti gli accorgimenti progettuali conseguenti; in particolare gli edifici preesistenti, che hanno accesso direttamente dalle strade che costeggiano l’ambito, dovranno essere scorporati dalle nuove urbanizzazioni insieme alla loro area di pertinenza in modo da conservare non solo la loro struttura fisica ma anche i rapporti spaziali fra questi e le proprie pertinenze, ivi compreso le alberature di pertinenza.
Il comune di Soliera non presenta particolari problematiche dal punto di vista della distribuzione delle risorse idriche, mentre presenta criticità da lungo tempo note ed affrontate per quanto riguarda lo smaltimento dei reflui nella zona orientale del capoluogo, dove si collocano gli ampliamenti degli ambiti per nuovi potenziali insediamenti urbani di cui alle varianti n.2 e n.3.
Per la raccolta e lo smaltimento delle acque bianche reflue da tutta la zona orientale del capoluogo, ora gravitanti sul collettore fognario misto di Via Arginetto insufficiente, è prevista nel Piano Operativo vigente la realizzazione di una vasca di laminazione e la realizzazione di un nuovo collettore per le acque bianche fino ad essa, opere fondamentali non solo per la sostenibilità delle previsioni di sviluppo urbano ma anche per il razionale smaltimento dei reflui degli insediamenti attuali.
Le nuove potenzialità edificatorie introdotte si collocano
nell’area servita da queste opere già previste, e in particolare quanto
previsto nell’Accordo ex-art. 18 che motiva
Non si segnalano criticità sostanziali riguardo all’ambito
per nuovi insediamenti individuato a Limidi, né per quello individuato nella
zona nord-ovest del capoluogo presso
Sulla base del contributo conoscitivo e valutativo apportato in sede di Conferenza di Pianificazione da parte di ARPA, di AIMAG e del Consorzio di Bonifica Parmigiana-Moglia-Secchia si segnalano nelle schede di Valsa relative a ciascuna nuova previsione una serie di aspetti che dovranno essere tenuti in considerazione in sede di pianificazione operativa e di progettazione attuativa:
La realizzabilità di circa 400 nuovi alloggi, che secondo la stima aleatoria prima esposta potrebbe tradursi in un incremento di 800/900 abitanti, costituisce necessariamente un fattore di incremento dei consumi energetici e di correlate emissioni in atmosfera.
Le disposizioni vigenti del Regolamento Edilizio di Soliera, conformi al Regolamento Edilizio-Tipo della Regione per quanto riguarda i requisiti cogenti e i requisiti volontari delle nuove costruzioni, indirizzano ma non obbligano alla realizzazione di edifici a maggiore efficienza energetica e all’utilizzo di fonti rinnovabili. Ma nel frattempo sono nel frattempo entrate in vigore norme statali che introducono nuovi obblighi prestazionali per i nuovi edifici in materia di efficienza energetica e in materia di installazione obbligatoria di impianti per la produzione energetica da fonti rinnovabili nei nuovi edifici.
Tenendo conto che il Consiglio Regionale ha approvato l’“Atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione energetica degli edifici”, la cui applicazione decorre dal 1 luglio 2008, è lecito attendersi da un lato consistenti riduzioni dei consumi energetici dei nuovi edifici rispetto a quelli costruiti finora già a partire da quest’anno. e dall’altro effetti molto più limitati, almeno per i prossimi anni, di riduzione dei consumi energetici negli edifici più vecchi.
Da parte del Comune l’impegno più significativo da mettere in campo consiste nell’impegno ad un rapido ed efficace recepimento dei contenuti del suddetto Atto di indirizzo nel proprio RUE, con un’apposita variante, e nella valutazione di ulteriori misure per incentivare il raggiungimento di classi di certificazione energetica elevate nei nuovi edifici: in particolare si intende valutare come incentivare il raggiungimento come minimo della Classe B.
Gli ambiti per potenziali nuovi insediamenti urbani che vengono individuati sono tutti costituiti da aree attualmente utilizzate come seminativi semplici, senza particolari soprassuoli.
I nuovi ambiti interessano solo marginalmente aree individuate dal PSC come aree da sottoporre a “tutela dei corpi idrici sotterranei”. Peraltro, anche per le porzioni marginali in cui vi è sovrapposizione con la tutela delle acque sotterranee (ambiti di cui alle varianti 1 e 3), ciò costituirebbe impedimento solo all’insediamento di industrie o depositi che trattano liquidi o sostanze idrosolubili che potrebbero comportare inquinamento della falda, mentre nulla osta a nuovi insediamenti urbani residenziali.
Le aree interessate da modesti ampliamenti di ambiti per attività produttive, quali pertinenze di attività produttive in atto, non interessano aree soggette a “tutela dei corpi idrici sotterranei”.
Per quanto riguarda i nuovi ambiti potenzialmente urbanizzabili per insediamenti residenziali, si valuta in via sintetica e qualitativa che non siano tali da comportare modifiche rilevabili sulle criticità del sistema della mobilità, anche in relazione ad una situazione attuale della viabilità urbana di Soliera che presenta condizioni generalmente non critiche.
I nuovi ambiti urbanizzabili si collocano in posizioni tali che i nuovi abitanti avranno accessibilità ai principali servizi pubblici ad uso più frequente ad una distanza pedonale e senza attraversare strade della rete della viabilità primaria e secondaria; in particolare sono agevolmente accessibili i servizi scolastici di base, aree a verde attrezzato, servizi collettivi civili e religiosi.
Per quanto riguarda la previsione della possibilità di
insediamento di una grande struttura di vendita nell’area dello stabilimento
ex-SICEM si rimanda a quanto contenuto nella Valsat del Piano Operativo degli
Insediamenti Commerciali della Provincia e alle successive determinazioni
riguardo alla razionalizzazione del contiguo svincolo della S.P. 413 e
dell’accesso al nuovo attrattore, che saranno assunte in sede di accordo
territoriale con
I nuovi ambiti potenzialmente urbanizzabili per insediamenti residenziali si localizzano in aree non interessate da particolari fonti di inquinamento acustico, atmosferico o elettromagnetico.
Fa eccezione l’ambito individuato con
L’ambito per nuovi insediamenti individuato a Limidi e l’estensione di quello di Sozzigalli si collocano in prossimità del corridoio infrastrutturale individuato dal PSC per l’eventuale realizzazione di una variante in nuova sede della S.P. 1 Carpi-Ravarino, opera che compete alla Provincia e attualmente non contemplata nei relativi programmi di investimento.
Per la realizzazione della nuova infrastruttura, il PSC individua un corridoio della larghezza di m.80. In ogni caso, per assicurare condizioni di clima acustico adeguate alle aree residenziali anche dopo la realizzazione dell’arteria e la possibilità di realizzare opportune modellazioni del terreno a questo fine, va prescritta una distanza minima di m.50 dei nuovi edifici dall’asse del corridoio. In ogni caso il PUA dovrà assicurare il rispetto di condizioni di clima acustico per le residenze entro i limiti delle soglie della Classe III.
Non si rilevano impatti potenzialmente negativi sulla compagine sociale.
Si rileva l’impatto socialmente positivo relativamente:
--
alla possibilità di realizzare un ampliamento dei sistema dei servizi pubblici
nella frazione di Limidi nell’ambito per nuovi insediamenti che viene individuato
con
-- alla possibilità di realizzare orti per anziani e un’area boscata nell’area che verrà acquisita dall’Amministrazione Comunale ad est del Capoluogo in relazione all’accordo ex-art. 18 di cui alla Variante n. 3;
-- alla possibilità di acquisire l’area per la realizzazione di una nuova scuola materna nel capoluogo nell’ambito di cui alla Variante n.4, e all’ampliamento dell’area che viene acquisita per la nuova scuola di Sozzigalli in relazione alla Variante n. 21
-- alla possibilità di realizzare quote edilizia residenziale sociale negli ambiti di cui alle Varianti n. 3 e 4 grazie alla possibilità di disporre di quote di diritti edificatori in capo all’Amministrazione comunale.
L’impatto principale dell’insieme di nuove previsioni che sono oggetto del presente procedimento è quello dell’incremento delle potenzialità di consumo di suolo per lo sviluppo urbano residenziale, incremento che, peraltro, in termini quantitativi, è contenuto, sia pure di poco, entro i limiti massimi stabiliti dal PTCP della provincia di Modena all’art. 50 comma 7.
Di seguito si espongono le SCHEDE DI VALSAT SPECIFICHE per ciascuna delle nuove previsioni più significative che intende introdurre con la presente variante.
Ambito di nuovo insediamento
a Limidi (variante n.1) |
||
|
1 |
Note descrittive |
L’ambito si sviluppa a sud del centro di Limidi (Via
Papotti), a ridosso delle scuole e del Centro civico (ST. mq. 55.600). |
|
2 |
Motivazione urbanistico –
progettuale |
L'urbanizzazione di quest’area si sviluppa in continuità con
il tessuto già urbanizzato e in prossimità dei principali servizi pubblici,
con l’obiettivo dichiarato di acquisire alla collettività le aree per il
potenziamento del polo scolastico, del centro civico e dei relativi parcheggi
. |
|
3 |
Stima del carico urbanistico |
In funzione dell’obiettivo prioritario dell’Amministrazione
comunale di acquisire aree per servizi, è prospettata una densità edilizia
territoriale bassa (0,17 mq/mq ) per una capacità insediativa di 9.452 mq ( circa
67 alloggi + circa 1.110 mq per attività commerciali ) |
|
4 |
Sicurezza idrogeologica |
Vedi Relazione geotecnica. |
|
Sicurezza sismica |
Vedi l’elaborato: “Valutazione della
pericolosità sismica locale e attestazione di idoneità all’edificazione. I risultati delle prove eseguite hanno evidenziato
una generale omogeneità in senso areale che verticale dei terreni presenti
nel sottosuolo, sia dal punto di vista litostratigrafico che geotecnico,
evidenziando la presenza di terreni con scadenti caratteristiche di portanza. L’analisi dei dati esistenti per aree limitrofe
a quella in esame aveva messo in evidenza la presenza di terreni con
caratteristiche di portanza discrete, con valori di Rpm dello strato superficiale
(da Le prove eseguite hanno infatti evidenziato
l'esistenza nell'area di uno strato
superficiale con spessore pari a circa secondo strato continuo fino a circa Sulla base dei risultati ottenuti dalle indagini
geognostiche eseguite è possibile affermare che l’area presenta una
situazione litostratigrafica e geotecnica del sottosuolo particolarmente delicata
e che necessita di particolare attenzione nelle varie fasi di progettazione
degli interventi che si intendono realizzare. Infatti sarà necessario
prevedere un’attenta ed accurata indagine geognostica, finalizzata alla
esatta definizione delle caratteristiche geomeccaniche del terreno in
corrispondenza di ogni singolo intervento. Considerando le scadenti caratteristiche di
resistenza meccanica del terreno di fondazione la scelta fondazionale dovrà
essere valutata in funzione delle opere che si intenderanno realizzare, in
questa sede non si esclude la possibilità di dover eseguire interventi di consolidamento
del terreno di fondazione che dovrà eventualmente essere predisposta sulla base di apposite campagne d’indagine
geognostiche. Per quanto riguarda la pericolosità sismica locale, in sede di
POC o di PUA dovrà essere eseguita una indagine geognostica integrativa che
accerti l’assenza su tutta l’estensione dell’ambito di livelli sabbiosi
potenzialmente liquefacibili, la cui presenza è stata esclusa in questa sede
sulla base dei dati disponibili. Qualora venisse accertata la presenza di
livelli sabbiosi, per queste aree in sede di POC di PUA, ai sensi della DAL
RER 112/2007, dovrà essere eseguito un approfondimento di III Livello. Per la
restante area sono ritenuti sufficienti approfondimenti di II livello per la
valutazione del coefficiente di amplificazione litologico e sono richiesti
approfondimenti di III livello per la stima degli eventuali cedimenti post
sismici in presenza di terreni con scadenti caratteristiche meccanicheSulla
base degli studi eseguiti si dichiara la fattibilità della
variante urbanistica in oggetto alle condizioni sopra riportate. |
|
|
5 |
Interferenze con vincoli di
tutela o altre criticità ambientali |
Sono presenti due edifici ex-rurali tutelati, che andranno
recuperati. La fascia meridionale dell’ambito si trova in prossimità del
corridoio infrastrutturale individuato dal PSC per l’eventuale realizzazione
di una variante in nuova sede della S.P. 1 Carpi-Ravarino; il PUA dovrà
assicurare il rispetto di condizioni di clima acustico per le residenze
corrispondenti alle soglie della Classe III anche dopo la
realizzazione dell’arteria; a questo fine va prescritta una distanza minima
di m.50 dei nuovi edifici dall’asse
del corridoio e un’adeguata modellazione della morfologia del suolo |
|
6 |
Accessibilità |
L’ambito presenta una buona accessibilità alla viabilità
primaria e a tutti i servizi di Limidi. |
|
7 |
Alimentazione idrica ed
energetica (gas e elettricità) |
Non si segnalano criticità riguardo all’alimentazione idrica (il
punto di consegna della rete idrica è individuato nella condotta in PE De 110
di Via Pascoli.; riguardo al gas l’insediamento potrà essere alimentato dalla
cabina di riduzione di Via Papotti, per la quale si renderà necessario il
potenziamento e la sua connessione ad anello con la rete del comparto PEEP.
L’ambito è interessato in parte dal tracciato di due condotte idriche e una
del gas che andranno preferibilmente
salvaguardati con destinazione a verde pubblico |
|
8 |
Rischio idraulico |
L’ambito ricade in classe A3 pertanto va rispettato e
applicato quanto prescritto dall’art. 11 del PTCP vigente. |
|
10 |
Smaltimento reflui e
depurazione |
L’ambito è allacciabile alla rete delle
acque nere di Limidi (in part. il collettore in fregio allo Scolo Torchio)
che convoglia a depuratore comunale posto a valle di Limidi. Preventivamente
all’intervento, fino a che non sia realizzato il colletta mento dei reflui al
depuratore di Carpi, dovrà essere assicurato che la capacità di trattamento
dell’impianto di Limidi sia adeguata al carico aggiuntivo previsto. Riguardo
al collettore saranno necessarie
verifiche sulla condizione di esercizio Per le acque bianche, che dovranno
confluire nello scolo Torchio l’attuazione dovrà rispettare il criterio di
invarianza idraulica, come prescritto dal PSC, cosa che può ottenersi con
manufatto di accumulo entro l’ambito stesso ovvero più a valle. Lo scolo Torchio andrà adeguato a valle dell'abitato (il cavo a valle della S.P: n.1
dovrà prevedere la sostituzione di quattro attraversamenti). |
|
11 |
Mitigazioni |
Ai fini del rispetto della soglia
sopraindicata di clima acustico sono da prevedersi mitigazioni (modellazioni
morfologiche del suolo) sul lato sud ed eventualmente sul lato ovest.. Il PUA
dovrà verificare inoltre il tema dell’esposizione dei futuri residenti
all’inquinamento atmosferico prodotto dal traffico veicolare della nuova
arteria individuando idonee opere di mitigazione. |
Modifiche correlate
all’elaborazione del Master-Plan per l’assetto della zona di Via Arginetto nel capoluogo (variante n.2) |
||
|
1 |
Note descrittive |
Si tratta: -
di un
ampliamento (St. mq. 24.300) di un
ambito per nuovi insediamenti residenziali già individuato nel PSC, ad est
della prosecuzione di Via Arginetto, -
nell’incremento
di capacità edificatoria nell’ambito da riqualificare AR2 corrispondente al
magazzino comunale; |
|
2 |
Motivazione urbanistico –
progettuale |
L’estensione dell’ambito per nuovi insediamenti è finalizzata
a completare l’assetto planivolumetrico dello sviluppo urbano in questa zona,
come prefigurato nel Master-Plan approvato dal Comune L’incremento di edificazione nell’ambito AR2 del magazzino
comunale è finalizzato a realizzare una densità e una caratterizzazione più marcatamente
urbana ad una porzione del capoluogo che peraltro sarà caratterizzata da un amplissimo
sistema di aree pubbliche comprendenti un ampio parco verde a libera
fruizione e aree attrezzate per
attività sportive e servizi scolastici |
|
3 |
Stima del carico urbanistico |
L’ incremento di capacità insediativa è pari a mq. 14.135 (circa 113 alloggi) |
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4 |
Sicurezza idrogeologica |
Vedi Relazione geotecnica. |
|
|
Sicurezza sismica |
Vedi l’elaborato: “Valutazione della pericolosità sismica
locale e attestazione di idoneità all’edificazione”. I
risultati delle prove eseguite hanno evidenziato una generale omogeneità in
senso areale che verticale dei terreni presenti nel sottosuolo, sia dal punto
di vista litostratigrafico che geotecnico, evidenziando la presenza di
terreni con caratteristiche di portanza da mediocri a buone. Dall’analisi
dei risultati delle prove penetrometriche è possibile affermare che il
sottosuolo dell’area in esame è caratterizzato da una generale omogeneità
litologica e geotecnica, con una prevalenza di litotipi argilloso/limosi,
continui sino a Per
quanto riguarda la pericolosità sismica locale, in sede di POC o di PUA sono
ritenuti sufficienti approfondimenti di II livello per la valutazione del
coefficiente di amplificazione litologico, ma sono richiesti approfondimenti
di III livello per la stima degli eventuali cedimenti post sismici, laddove
ulteriori indagini geognostiche rilevino l’effettiva presenza di
terreni con scadenti caratteristiche meccaniche. Con
specifico riferimento alla liquefazione
dei
terreni si ritiene necessario eseguire ulteriori indagini ed opportune
verifiche nella successiva fase attuativa, in quanto le verifiche eseguite sui
dati di una prova eseguita dallo scrivente esternamente al comparto ma
prossima ad esso, hanno evidenziato la presenza di uno strato liquefacibile,
ancorché non rilevato dall’unica prova eseguita
sul comparto. Qualora l’indagine geognostica integrativa accerti la presenza
di livelli sabbiosi potenzialmente
liquefacibili, per queste aree in sede di POC o di PUA, ai sensi della DAL
RER 112/2007, dovrò essere eseguito un approfondimento di III Livello. Sulla
base dei risultati ottenuti dalle indagini geognostiche eseguite è possibile
affermare che l’area presenta condizioni favorevoli all’edificabilità, e per
la quale si
dichiara la fattibilità della variante urbanistica in oggetto alle
condizioni sopra riportate. In linea generale, sulla base dei risultati
ottenuti, si ritiene che si potranno utilizzare fondazioni dirette
superficiali, la cui scelta dovrà essere valutata sia in funzione delle opere
che si intenderanno realizzare sia in relazione ai risultati di ulteriori
indagini geognostiche che dovranno essere previste ed eseguite per ogni
singolo intervento. |
|
5 |
Interferenze con vincoli di
tutela o altre criticità ambientali |
La punta meridionale dell’ampliamento dell’ambito per nuovi
insediamenti è interessata dalla fascia di rispetto di un elettrodotto e
costituisce pertanto una dotazione ecologica |
|
6 |
Accessibilità |
L’ambito presenta una buona accessibilità alla viabilità
urbana e a tutti i servizi del capoluogo |
|
7 |
Alimentazione idrica ed energetica
(gas e elettricità) |
A fronte di una serie di interventi da realizzare, ed
elencati di seguito, non si segnalano particolari criticità di
approvvigionamento della rete idrica:Il punto di consegna della rete è
individuato nella condotta di adduzione in C.A. Dn 250 di via Stradello
Morello angolo via Boito, sulla quale sarà necessario realizzare un nuovo
punto di misura; si dovrà prevedere la realizzazione di una nuova dorsale di
distribuzione che dal punto di consegna predetto, si congiunga alla condotta
PE De 160 di via Arginetto; si dovranno prolungare verso sud le condotte
realizzate nell’ambito del comparto “Arginetto sud” oltre a costituire idonee
diramazioni secondarie ed opportuni collegamenti ad anello: Nell’area interessata da espansione urbanistica
è presente una condotta di adduzione in PVC De 500 che dovrà essere spostata
in area pubblica prevedendo adeguate distanze di rispetto per le necessarie
manutenzioni. Per quanto riguarda la rete del gas si dovranno prolungare
verso sud i terminali della rete realizzata nell’ambito del comparto
“Arginetto Sud” . |
|
8 |
Rischio idraulico |
L’ambito ricade in classe A3 pertanto va rispettato e
applicato quanto prescritto dall’art. 11 del PTCP vigente. |
|
10 |
Smaltimento reflui e
depurazione |
Tutta la zona ai lati di Via Arginetto è
allacciata alla rete delle acque nere del capoluogo che convoglia a
depuratore comunale di Limidi Preventivamente all’intervento, fino a che non
sia realizzato il colletta mento dei reflui al depuratore di Carpi, dovrà
essere assicurato che la capacità di trattamento dell’impianto di Limidi sia
adeguata al carico aggiuntivo previsto. Il progetto delle opere di
urbanizzazione primaria dovrà prevedere il prolungamento verso monte di una
nuova dorsale il cui diametro e posizione dovrà essere preventivamente
concordata con la società digestione della rete. Per le acque bianche il cavo recettore è
il Cavo Arginetto o cavo scolmatore e non risultano limitazioni allo scarico,
tuttavia l’attuazione, come per tutta
l’espansione urbana sul lato est del capoluogo, è subordinata
alla realizzazione di un’ampia vasca di laminazione presso il cimitero
e del nuovo collettore delle acque
bianche fino alla vasca stessa. Si segnala tuttavia la necessità di
prevedere un’area nei pressi o comunque vicino all’attuale impianto di
sollevamento di via Arginetto, da destinare alla realizzazione di una
struttura interrata per la raccolta delle prime acque scolmate ad al
successivo invio all’impianto di depurazione. |
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11 |
Mitigazioni |
Il Master-Plan ha già provveduto ad una
progettazione di massima dell’assetto delle opere di urbanizzazione, del
verde e dei servizi pubblici che contempla un forte arricchimento delle masse
arboree e le necessarie mitigazioni
rispetto alla viabilità e agli elettrodotti. In relazione al fatto che la falda risulta
a 2- Non si segnalano ulteriori esigenze specifiche di mitigazione. |
Ambito di nuovo insediamento nel
Capoluogo (variante n.3) |
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1 |
Note descrittive |
L’ambito si colloca nella zona est del capoluogo, in aderenza
ad aeree già urbanizzate. (ST. mq. 28.285 circa) |
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2 |
Motivazione urbanistico –
progettuale |
Vedi Accordo con privati ex-art. |
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3 |
Stima del carico urbanistico |
Si prospetta una densità edilizia territoriale pari a 0,35
mq/mq per una capacità insediativa di 9.900
mq (circa 79 alloggi) |
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4 |
Sicurezza idrogeologica |
Vedi Relazione geotecnica. |
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Sicurezza sismica |
Vedi l’elaborato: “Valutazione della pericolosità sismica
locale e attestazione di idoneità all’edificazione” I
risultati delle prove eseguite hanno evidenziato una generale omogeneità in
senso areale che verticale dei terreni presenti nel sottosuolo, sia dal punto
di vista litostratigrafico che geotecnico, evidenziando la presenza di
terreni con caratteristiche di portanza da mediocri a buone. Dall’analisi dei risultati delle prove penetrometriche è possibile affermare che il sottosuolo dell’area in esame è caratterizzato da una |