SOMMARIO

Relazione illustrativa  

1. Efficacia e durata 

2. Programmazione degli interventi di edificazione per la trasformazione e lo sviluppo urbano e per le attività economiche 

3. Programmazione degli interventi riguardanti le attrezzature e gli spazi collettivi

4. Coordinamento temporale degli interventi di iniziativa pubblica e privata ai fini della sostenibilità degli insediamenti

5. Dimensionamento complessivo delle previsioni del POC riguardo allo sviluppo degli insediamenti prevalentemente residenziali

6. Dimensionamento complessivo delle previsioni del POC riguardo allo sviluppo degli insediamenti per le attività produttive 

7. Entità complessiva delle previsioni di investimento per quanto riguarda le attrezzature e gli spazi collettivi e le infrastrutture e impianti di pubblica utilità 

8. Sintesi delle previsioni del POC riguardo al Capoluogo 

9. Sintesi delle previsioni del POC riguardo alla frazione di Limidi

10. Sintesi delle previsioni del POC riguardo alla frazione di Sozzigalli

11. Previsioni del POC con riguardo all’infrastrutturazione del territorio rurale 

Norme di attuazione  

Art. 1 - Disposizioni generali

Art. 2 - Comparti di riqualificazione e integrazione del tessuto urbano AR  

Art. 3 – Comparti per nuovi insediamenti urbani C1 e C2 

Art. 4 – Comparti per nuovi insediamenti produttivi D3.1 e D3.2 

Art. 5 – Zone per nuovi insediamenti urbani G2 

Art. 6 – Intervento speciale in zona B2 

Art. 7 – Rilocalizzazione di edifici interessati dalla realizzazione di opere pubbliche stradali, ferroviarie e idrauliche 


Relazione illustrativa

1. Efficacia e durata

Il presente Piano Operativo Comunale (POC) è elaborato ai sensi dell’art.  43 comma 5 della l.r. 20/2000, sulla base dei contenuti del Piano Regolatore Generale come approvato con delibera della Giunta Provinciale n. 506 del 12/09/2000 e delle successive Varianti specifiche allo stesso PRG approvate.

Il POC ha una durata prevista di cinque anni a partire dalla data della sua approvazione, ossia dal 2003 al 2008.

 

2. Programmazione degli interventi di edificazione per la trasformazione e lo sviluppo urbano e per le attività economiche

Per quanto riguarda gli interventi di nuova edificazione per la trasformazione e lo sviluppo urbano, il POC contiene:

-         la programmazione degli interventi di edificazione o trasformazione edilizia negli ambiti di riqualificazione urbana AR;

-         la programmazione degli interventi di edificazione negli ambiti per nuovo insediamenti urbani C1, C2 e G2;

-         la programmazione degli interventi di edificazione negli ambiti specializzati di nuovo impianto per attività produttive per attività prevalentemente secondarie (D3.1) e per attività produttive terziarie (D3.2).

 

Il POC non programma, salvo casi specificamente motivati, gli interventi effettuabili tramite titolo abilitativo diretto:

-         negli ambiti urbani consolidati (ossia nelle zone B1, B2, B3 e B4 e nelle zone D1, D2);

-         nel centro storico;

-         nel territorio rurale.

 

In particolare:

-         per quanto riguarda il centro storico, non si individuano nel POC ambiti da sottoporre a strumenti urbanistici esecutivi; inoltre, considerando già attuati gli interventi di completamento del restauro del Castello e di risistemazione delle aree pubbliche circostanti, non  si individuano ulteriori particolari progetti di iniziativa pubblica o privata da assoggettare a programmazione temporale. Pertanto nel centro storico si attuano gli interventi ordinari di manutenzione, restauro, e ristrutturazione secondo le disposizioni del RUE;

-         per quanto riguarda gli ambiti urbani consolidati, si individua nel POC un solo intervento, in completamento in zona B2 ad intervento diretto in Via Pascoli, in quanto trattasi di intervento di realizzazione di edilizia residenziale pubblica necessitante di un indice particolare, più alto di quello previsto in generale dal RUE nelle zone B2; tale caso particolare con indice più alto era stato inserito nel PRG con la prima Variante specifica successiva alla VG del 1999;

-         per quanto riguarda il territorio rurale, non si individuano nel POC ambiti da sottoporre a strumenti urbanistici esecutivi, né si individuano particolari esigenze di coordinamento e di programmazione temporale di progetti di conservazione e restauro ambientale. Pertanto tutti gli interventi nel territorio rurale si attuano secondo le disposizioni del RUE.

 

Si attuano inoltre, a prescindere dalla programmazione del POC, gli interventi edilizi in attuazione di Piani urbanistici attuativi già approvati e perfezionati con la firma della relativa convenzione prima della data di adozione del POC, secondo gli indici, i parametri dimensionali e relative modalità di misura e le prescrizioni del piano attuativo approvato o delle sue eventuali varianti.

3. Programmazione degli interventi riguardanti le attrezzature e gli spazi collettivi

Per quanto riguarda le attrezzature e gli spazi collettivi e gli impianti e infrastrutture di pubblica utilità il POC contiene:

-         la programmazione dei principali interventi di realizzazione di nuove opere di urbanizzazione primaria e di nuove attrezzature e spazi collettivi, ovvero di sostanziale riqualificazione, ammodernamento e ampliamento di opere preesistenti, tenendo conto del piano triennale delle opere pubbliche;

-         la programmazione delle principali acquisizioni di aree da parte del Comune per l’integrazione del sistema dei servizi pubblici;

-         l’indicazione, per ciascuna delle opere suddette, dei soggetti attuatori;

-         nel caso di opere a carico del Comune, l’indicazione della spesa presunta e della presumibile fonte di finanziamento

 

Viceversa il POC non contiene la programmazione degli interventi ordinari di manutenzione del sistema delle opere pubbliche o di pubblica utilità e delle attrezzature e degli spazi collettivi. Per quanto riguarda le attrezzature e gli spazi collettivi, la programmazione nel POC di tutti i più significativi interventi che il Comune intende realizzare nel quinquennio non inibisce il Comune dal realizzare durante il quinquennio stesso ulteriori interventi che si rendano necessari; fermo restando il necessario adeguamento del programma triennale delle opere pubbliche.

4. Coordinamento temporale degli interventi di iniziativa pubblica e privata ai fini della sostenibilità degli insediamenti

Il POC coordina la programmazione degli interventi riguardanti la nuova edificazione per la trasformazione e lo sviluppo urbano e di quelli riguardanti il sistema delle infrastrutture ed attrezzature pubbliche o di pubblica utilità con l’obiettivo di assicurare la sostenibilità dei nuovi insediamenti. A tal fine, per ciascun nuovo insediamento di cui si programma l’edificazione, stabilisce le condizioni di correlazione temporale con la realizzazione degli interventi sul sistema delle opere pubbliche e delle infrastrutture che si rendano eventualmente necessari per la sostenibilità dell’insediamento stesso.

 

5. Dimensionamento complessivo delle previsioni del POC riguardo allo sviluppo degli insediamenti prevalentemente residenziali

Il POC mette in attuazione, per il quinquennio 2003 – 2008, comparti edificatori per una potenzialità di 730 alloggi (vedi Tab. A), che corrispondono al 54% del dimensionamento complessivo decennale del PSC, pari a 1357 alloggi (per dimensionamento complessivo del PSC si considera il dimensionamento dell’ultima Variante Generale al PRG approvata nel 2000, aggiornato e integrato con le modifiche introdotte con le due Varianti Specifiche al PRG approvate prima della conversione del PRG nel PSC).

 

Se si considera che una quota del dimensionamento complessivo dello strumento generale è costituita da interventi in completamento nell’ambito del territorio urbano consolidato, quindi interventi non compresi nella programmazione del POC, e in parte già attuati, e che un’altra quota del dimensionamento complessivo è costituita da comparti edificatori che sono stati già attuati fra il momento dell’adozione della variante generale al PRG e l’adozione del POC, si ha come risultato (vedi sempre la Tab. A) che con l’attuazione di tutto quanto previsto nel POC o attuabile a prescindere dal POC si raggiungerà nel 2008, ossia dopo otto anni dall’approvazione della Varante Generale al PRG, uno stato di attuazione del dimensionamento complessivo del piano generale pari a circa l’80%, ossia in linea con l’esaurimento del Piano nel decennio.

6. Dimensionamento complessivo delle previsioni del POC riguardo allo sviluppo degli insediamenti per le attività produttive

Il POC mette in attuazione, per il quinquennio 2003 – 2008, comparti edificatori per una potenzialità di circa 78.000 mq di nuova superficie utile per attività economiche (vedi Tab. B), che corrispondono al 50% del dimensionamento complessivo decennale del PSC, pari a circa 158.000 mq. (per dimensionamento complessivo del PSC si considera il dimensionamento dell’ultima Variante Generale al PRG approvata nel 2000, aggiornato e integrato con le modifiche introdotte con le due Varianti Specifiche al PRG approvate prima della conversione del PRG nel PSC, nochè con le modifiche introdotte in sede di conversione).

 

Se si considera che una quota del dimensionamento complessivo dello strumento generale è costituita da interventi in completamento nell’ambito del territorio urbano consolidato, quindi interventi non compresi nella programmazione del POC, e in parte già attuati, e che un’altra quota del dimensionamento complessivo è costituita da comparti edificatori che sono stati già attuati fra il momento dell’adozione della variante generale al PRG e l’adozione del POC, si ha come risultato (vedi sempre la Tab. B) che con l’attuazione di quanto previsto nel POC si raggiungerà nel 2008, ossia dopo otto anni dall’approvazione della V.G. al PRG, uno stato di attuazione del dimensionamento complessivo del piano generale pari a circa il’70%; la quota non attuata riguarderà a quel momento esclusivamente il nuovo comparto di sviluppo industriale introdotto con la più recente Variante Specifica.

 

7. Entità complessiva delle previsioni di investimento per quanto riguarda le attrezzature e gli spazi collettivi e le infrastrutture e impianti di pubblica utilità

Con riguardo a quanto previsto in materia di opere pubbliche o di interesse pubblico a totale o parziale carico dell’Amministrazione Comunale, sono state effettuate le stime di spesa, ove possibile sulla base della progettazione preliminare o definitiva delle opere e dei relativi computi metrici, negli altri casi sulla base di stime sintetiche di massima.

Nella Tab. C che elenca tutte le opere previste è indicato pere ciascuna opera se è già disponibile un progetto preliminare, la stima del costo totale e la stima del costo a carico del Comune, qualora all’opera sia previsto che concorrano altri soggetti.

Risulta complessivamente un impegno di spesa a carico del Comune per il quinquennio pari a circa 12.000 euro; questa cifra tuttavia non comprende il costo di alcuni  interventi per i quali non è stata possibile una stima. 

A fronte di tali previsioni di spesa è stata effettuata una valutazione delle previsioni di entrata da contributi di costruzione (oneri di urbanizzazione e contributo sul costo di costruzione); la stima è stata effettuata a partire dall’entità degli introiti negli ultimi quattro anni (1999 – 2002) che è evidenziata nella Tab .D. Risulta un introito medio di circa € 1.160.000 all’anno.

Facendo l’ipotesi che l’attività edilizia prosegua nei prossimi anni ad un ritmo simile a quello degli ultimi quattro, ipotesi che appare verosimile, avremo nei prossimi cinque anni un introito di poco meno di sei milioni di euro.

Risulta quindi uno sbilancio fra la previsione di entrate da contributi di costruzione e la previsione di spese a carico del Comune per opere pubbliche, di oltre  6 milioni di euro, che dovranno quindi essere coperti con altre entrate tributarie ovvero con l’accensione di mutui.

8. Sintesi delle previsioni del POC riguardo al Capoluogo

Tutte le principali previsioni di sviluppo del Capoluogo, sia residenziali che produttive, riguardano le zone gravitanti su Via Arginetto e su Via Morello, ossia la zona orientale dell’abitato.

Si tratta infatti, per quanto riguarda la residenza, dei comparti di riqualificazione AR2 n. 1 (attuale magazzino comunale), AR2 n. 8 (attuale campo sportivo) e Ar2 n.4 (Via Tevere), nonché dei comparti di espansione C2 n.1 (c/o nuova zona sportiva), C1 n.3 e C2 n.7 (prosecuzione di Via Arginetto verso sud). Nel complesso tali interventi consentiranno l’edificazione di circa 450 alloggi.

Per quanto riguarda gli insediamenti produttivi si tratta dei comparti D3.1 n. 1 e 2, anch’essi gravitanti si Via Morello. A questi si aggiungono i comparti per attività produttive e terziarie ad Appalto lungo la Via Modena-Carpi.

 

L’insieme di questi interventi, andando a determinare nuovi carichi idraulici su una rete di smaltimento dei reflui che è già da tempo sovraccarica, richiede che si realizzino preventivamente gli interventi progettati dal Consorzio di Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia e consistenti nella realizzazione di un nuovo collettore per le acque bianche che dalla Via Arginetto porti le acque bianche verso est fino ad una vasca-volano di laminazione da realizzarsi a sud del cimitero e scaricante nel Cavo Torre; con questo intervento si alleggerisce il carico di reflui sulla rete fognaria oggi insuffciente di Via Arginetto, che in tal modo resterà riservata alle acque nere e risulterà sufficiente alla capacità richiesta per questo uso.

Si determina quindi, come del resto previsto nel precedente Piano Regolatore, un preciso legame temporale fra gli interventi di sviluppo urbano e quelli relativi all’adeguamento della rete infrastrutturale, onde evitare di creare situazioni di criticità insostenibili.

 

Per quanto riguarda gli altri servizi e attrezzature collettive sono da segnalare:

-         l’acquisizione delle aree necessarie allo sviluppo della nuova zona sportiva e la realizzazione qui del nuovo campo di calcio principale con i relativi servizi e tribuna

-         l’ampliamento della residenza sanitaria assistita, assorbendo a tale uso l’immobile attualmente utilizzato come palestra scolastica,

-         la realizzazione di un nuovo asilo nodo comunale presso Via Primo Maggio, finanziato e realizzato da un imprenditore privato;

-         la realizzazione della nuova cabina di decompressione del gas al servizio dell’intero abitato, in sostituzione di quella da demolire nella zona dei nuovi impianti sportivi

 

Per quanto riguarda gli interventi per la mobilità il POC mette in programma:

-         la riqualificazione e ampliamento della Via Limidi, ivi compresa la realizzazione di due nuovi svincoli a rotatoria,

-         il riassetto della Via Primo Maggio che, sgravata dal traffico diretto a Limidi, potrà essere riqualificata come strada urbana dotandola di marciapiedi, pista cilcabile e alberature,

-         il prolungamento della Via Arginetto verso sud a servizio dei nuovi comparti residenziali,

-         una serie di interventi diffusi per integrare la rete urbana dei percorsi ciclabili

 

In Via Pascoli il POC mette in attuazione il lotto B2 destinato ad un intervento di edilizia residenziale pubblica, assegnandogli un indice fondiario di 0,75 mq/mq anziché il normale indice delle zone B2 stabilito nel RUE pari a 0,6 mq/mq.

 

Nella zona di Appalto, il POC prevede l’attuazione di tutto quanto lo sviluppo urbano residuo previsto nel PSC, ossia il comparto residenziale C1 n.4, i due comparti per attività commerciali e terziarie D3.2 n. 1 e n. 2 posti lungo la Via Romana, e il comparto per attività manifatturiere D3.1 n. 5, posto dietro la SICE.

9. Sintesi delle previsioni del POC riguardo alla frazione di Limidi

Con riguardo a Limidi le previsioni di sviluppo urbano inserite nel POC comprendono:

-         l’attuazione degli interventi residui del comparto C1 n. 5 nell’ambito del Piano per l’Edilizia Economica e Popolare,

-         l’attuazione del grande comparto di sviluppo C2 n.3, sia per quanto riguarda la parte privata sia per quanto riguarda le aree e le opere pubbliche ivi previste secondo l’accordo sottoscritto con la Soc. Limidi Verde s.r.l., ossia il completamento dell’asilo nido, la realizzazione del Centro Civico, la sistemazione dell’area a parco pubblico e dei relativi percorsi ciclopedonali di attraversamento nord-sud e est-ovest;

-         il completamento della zona produttiva con l’attuazione dei residui comparti D3.1 n. 7 e 9, a carico dei quali è prevista inoltre la realizzazione di un nuovo collettore delle acque bianche fino al Cavo Lama.

 

Per quanto riguarda gli interventi per la mobilità il POC mette in programma:

-         la realizzazione del prolungamento della Via Archimede fino al confine con Carpi, in correlazione con l’attuazione della nuova viabilità prevista in comune di Carpi;

-         l’integrazione della rete dei percorsi ciclabili nella zona presso la Chiesa.

 

10. Sintesi delle previsioni del POC riguardo alla frazione di Sozzigalli

Per quanto riguarda lo sviluppo urbano di Sozzigalli sono previsti:

-         un piccolo intervento edilizio a parziale attuazione dell’ambito di riqualificazione AR2 n.7, che prevede la realizzazione di un edificio privato correlata alla cessione al Comune di una piccola area a verde;

-         l’attuazione del comparto di espansione residenziale C2 n.5;

-         l’avvio dell’attuazione del nuovo plesso per la scuola elementare e materna dietro al Centro Civico, nell’area che verrà ceduta dai soggetti attuatori del comparto C2 n.5;

 

Per le attività produttive è previsto il completamento dell’attuazione del grande comparto D3.1 n.8; in connessione a questo è prevista inoltre la realizzazione della pista ciclabile dal centro civico fino a dentro alla zona produttiva stessa.

Sono poste inoltre in attuazione le due nuove previsioni introdotte in sede di formazione del PSC, ossia l’area per la realizzazione della casa di riposo per anziani nel nuovo comparto D3.2 n. 3 a sud di Sozzigalli, e l’area per attività sportive e ricreative D3.2 n. 4 a nord dell’abitato.

 

11. Previsioni del POC con riguardo all’infrastrutturazione del territorio rurale

Nel territorio rurale sono previsti i seguenti due interventi di miglioramento della maglia infrastrutturale:

-     la risistemazione e messa in sicurezza dell’incrocio fra la Via S.Maria e la Via Canale, in quanto si tratta di in incrocio fra strade di sezione ridotta e con edifici posti a filo strada che riducono la visibilità e determinano condizioni di rischio per gli utenti;

-     l’ampliamento della sezione stradale e la messa in sicurezza della Via S.Michele dal capoluogo al nuovo ponte “dell’Uccellina”, in quanto si tratta di un percorso altamente frequentato in direzione di Modena, destinato a diventare più appetibile in conseguenza della realizzazione di un nuovo e più ampio ponte in località “Uccellina”; la ridotta sezione stradale attuale e le intersezioni determinano condizioni di rischio per gli utenti.

Nel caso che in sede di progetto definitivo delle opere da realizzare si dimostri indispensabile la demolizione di edifici posti a ridosso della sede stradale, con l’approvazione del progetto stesso e la conseguente apposizione del vincolo espropriativo tramite variante al POC, si potrà definire, in caso di accordo con la proprietà riguardo all’indennità di esproprio, la possibilità di costruzione di un nuovo edificio con medesima destinazione di quello da demolire, in area contigua della medesima proprietà..


Norme di attuazione

Art. 1 - Disposizioni generali

 

1.  Modalità di attuazione

Nella planimentria del POC sono individuati i perimetri dei comparti di attuazione da assoggettare a Piano Urbanistico Attuativo unitario o a un progetto unitario convenzionato; nelle disposizioni normative che seguono è specificando per ciascun intervento se la modalità di attuazione prescritta sia il PUA o il progetto unitario convenzionato. Nel Piano urbanistico attuativo, ai fini di una ordinata attuazione, possono essere previsti e perimetrati dei comparti edificatori. Le procedure per l’approvazione dei PUA e dei progetti unitari sono definite nel RUE.

 

2.  Analisi delle condizioni ambientali nel PUA e relative prescrizioni

Il Piano urbanistico attuativo, ad integrazione e specificazione degli elaborati prescritti dal RUE., deve essere accompagnato dai seguenti elementi di analisi delle condizioni ambientali e rispettare le seguenti prescrizioni:

 

a)   uno studio del piano della falda e delle sue escursioni stagionali Nelle aree ove si verifichi una profondità della falda, alla sua massima escursione, inferiore a m. 2,00 dal piano di campagna, il Piano attuativo deve prevedere il divieto di costruire piani interrati che vadano ad interferire con il piano di falda, salvo che tali piani interrati vengano realizzati con elementi di chiusura a contatto con il suolo completamente impermeabili e privi di impianto di pompaggio;

 

b)   la Documentazione Previsionale del Clima Acustico. Qualora i livello di rumore atteso nell’insediamento non rispetti le soglie di rumore equivalente stabilite dalla Zonizzazione Acustica vigente, il Piano attuativo deve introdurre tutti gli accorgimenti progettuali (riguardanti la morfologia urbana, la modellazione del suolo, la vegetazione, la disposizione dei corpi di fabbrica, ecc.) tale da garantire nel nuovo insediamento il rispetto delle soglie suddette;

 

c)   relazione geologica e analisi geotecnica del terreno che faccia riferimento alle prescrizioni specifiche indicate nelle schede relative ai singoli comparti riportate nella Relazione Geotecnica  che accompagna il PSC; tali prescrizioni specifiche sono da considerarsi parte integrante delle presenti norme;

 

d)  Scheda idraulica riportante le seguenti informazioni:

- superficie totale dell’intervento,

- n° abitanti previsti (per gli insediamenti residenziali) o n° di addetti (per gli insediamenti produttivi),

- portata di calcolo,

- descrizione rete fognaria,

- quota di allacciamento,

- tipo di materiale impiegato,

- specificazione di manufatti particolari.

In tutti i comparti deve essere prevista la separazione delle acque nere dalle acque bianche; l’innesto acque nere/bianche dei singoli lotti dovrà essere posizionato possibilmente al confine di proprietà e comunque a valle dei sistemi di depurazione/trattamento delle unità immobiliari.

Le acque nere dovranno essere recapitate nella rete fognaria a mezzo di tubazione dedicata.

I collettori delle acque bianche dovranno, di norma, convergere ad una vasca di laminazione avente una capacità pari a 500 mc. per ogni ettaro della superficie territoriale del comparto, detratte le aree a verde pubblico; dalla vasca di laminazione le acque bianche dovranno scaricare verso un adeguato corpo idrico superficiale. La vasca di laminazione è parte integrante delle opere di urbanizzazione primaria.

Per i comparti residenziali e produttivi della zona orientale del Capoluogo per i quali si preveda il convogliamento delle acque bianche con il  nuovo collettore “Arginetto-bis” alla vasca di laminazione prevista presso il cimitero, non è richiesto che i singoli comparti si dotino di una propria vasca di laminazione; in luogo di tale obbligo, ai soggetti attuatori di tali comparti sarà posta in carico una quota-parte dell’onere di realizzazione del nuovo collettore e della vasca di laminazione presso il cimitero, quota che sarà stabilita con apposita delibera dell’amministrazione comunale.

Nel dimensionamento dei collettori di uscita dai singoli lotti dovrà essere adottato un coefficiente udometrico pari a 0,0075 lt/sec per mq di ST (superficie territoriale).

La realizzazione dei collettori in uscita dei comparti dovrà uniformarsi alle prescrizioni contenute nella seguente “Tabella delle prescrizioni idrauliche” e relative note, che costituiscono parte integrante delle presenti norme.

     Qualora nella Tabella si precisi che l’attuazione di un comparto è condizionata alla preventiva o contestuale realizzazione di opere di adeguamento di collettori o di scoli idraulici esterni al comparto, si deve intendere:

-  che la firma della convenzione può avvenire quando tali opere di adeguamento sono state appaltate, oppure nel caso che l’onere di tali opere sia assunto in carico dal soggetto attuatore del comparto stesso;

-  e che l’attestazione della conformità edilizia degli edifici realizzati, ai fini dell’abitabilità, può avvenire quando tali opere sono state completate e collaudate.


 

     TABELLA DELLE PRESCRIZIONI IDRAULICHE

 

COMPARTO

B5-1

B5-2

B5-3

B5-4

B5-5

B5-6

B5-9

SUPERFICIE TOTALE (ha)

0,77

0,73

0,68

0,16

0,26

0,21

0,58

COEFFICIENTE DI DEFLUSSO

0,35

0,35

0,35

0,35

0,35

0,54

0,19

PIOGGIA DI PROGETTO

TR = 10 anni (mm/ora)

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

PORTATA BIANCA 10 anni (lt/sec.)

44,00

42,00

39,00

9,00

15,00

18,00

18,00

PORTATA NERA (lt/sec.)

0,55

0,53

0,50

0,12

0,20

0,28

0,48

DIAMETRO SEZ. BIANCA (PVC)

400

400

400

300

300

300

300

DIAMETRO SEZ. NERA (PVC)

200

200

200

200

200

200

200

RICETTORE FINALE

Arginetto

Arginetto

Arginetto

Arginetto

I Maggio

Sc. Prati

Sup.

TIPO SISTEMA FOGNARIO

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

separato

NOTE

1

1

1

1

1

7

9

 

COMPARTO

C1-1

C1-1 (PEEP)

C1-2

C1-2 (PEEP)

C1-3

C1-3 (PEEP)

C1-4

C1-5

C1-5 (PEEP)

SUPERFICIE TOTALE (ha)

1,68

0,78

4,95

1,72

4,54

3,95

1,45

3,59

2,14

COEFFICIENTE DI DEFLUSSO

0,32

0,57

0,32

0,43

0,32

0,33

0,32

0,23

0,40

PIOGGIA DI PROGETTO

TR = 10 anni (mm/ora)

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

PORTATA BIANCA 10 anni (lt/sec.)

88,00

73,00

176,0

135,00

197,0

178,00

76,00

110,0

117,00

PORTATA NERA (lt/sec.)

1,23

1,18

3,55

2,05

3,18

3,00

1,03

1,37

2,05

DIAMETRO SEZ. BIANCA (PVC)

500

500

600

500

600

600

500

500

500

DIAMETRO SEZ. NERA (PVC)

200

200

200

200

200

200

200

200

200

RICETTORE FINALE

Arginetto

Arginetto

I Maggio

I Maggio

Arginetto

Arginetto

Sup.

Scolo Torchio

Scolo Torchio

TIPO SISTEMA FOGNARIO

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

NOTE

1

1

2

2

1

1

3

8

8

 

COMPARTO

C2-1

C2-2

C2-3

C2-4

C2-5

C2-7

SUPERFICIE TOTALE (ha)

6,05

0,39

11,79

1,18

1,10

2,25

COEFFICIENTE DI DEFLUSSO

0,19

0,19

0,19

0,19

0,19

0,35

PIOGGIA DI PROGETTO

TR = 10 anni (mm/ora)

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

PORTATA BIANCA 10 anni (lt/sec.)

125,00

12,00

374,00

37,00

35,00

129

PORTATA NERA (lt/sec.)

1,78

0,12

3,55

0,36

0,33

2,15

DIAMETRO SEZIONE BIANCA (PVC)

500

300

800 CLS

400

400

500

DIAMETRO SEZIONE NERA (PVC)

200

200

200

200

200

200

RICETTORE FINALE

Arginetto

C. Soliera

Scolo Torchio

Scolo Torchio

Sup.

Arginetto

TIPO SISTEMA FOGNARIO

separato

separato

separato

separato

separato

separato

NOTE

1

4

8

8

9

1

 


 

COMPARTO

D3.1-1

D3.1-2

D3.1-3

D3.1-5

D3.1-6

D3.1-7/9

D3.1-8

D3.1-10

D3.2-1

D3.2-2

SUPERFICIE TOTALE (ha)

1,95

1,04

2,46

2,33

1,20

2,65

7,00

11,8

0,80

8,90

COEFFICIENTE DI DEFLUSSO

0,48

0,48

0,48

0,48

0,48

0,48

0,48

0,48

0,48

0,48

PIOGGIA DI PROGETTO

TR = 10 anni (mm/ora)

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

98,20

PORTATA BIANCA 10 anni (lt/sec.)

152,00

81,00

191,00

181,00

93,00

206,00

544,00

772

62,00

692,00

DIAMETRO SEZ. BIANCA (PVC)

600

500

600

600

500

600

100CLS

100CLS

400

100CLS

DIAMETRO SEZ. NERA (PVC)

200

200

200

200

200

200

200

200

200

200

RICETTORE FINALE

Arginetto

Arginetto

Arginetto

Sup.

Lametta

Lametta

Sup.

Arginetto

Sup.

Sup.

TIPO SISTEMA FOGNARIO

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

Separato

NOTE

1

1

1

5

6

6

9

1

3

3

 

 

NOTE ALLA TABELLA:

 

1.       II recapito delle acque bianche è il Cavo Arginetto, mentre le acque nere dovranno essere allacciate alla tubazione dedicata allo scopo presente lungo via Arginetto. I comparti gravanti sul Cavo Arginetto potranno essere attuati solo dopo o contestualmente ai lavori di realizzazione del collettore per le acque bianche “Arginetto-bis” e della vasca di laminazione prevista a sud del cimitero. Per quanto concerne l’esistente collettore dedicato alle sole acque nere, si ritiene indispensabile già allo stato di fatto procedere con un adeguamento delle sezioni disponibili e una ottimizzazione degli scolmatori su esso presenti. In particolare si prevede un DN400 tra Via Marconi e Via Grandi, un DN500 tra Via Grandi e il Canale di Soliera, un DN600 nella tratta di collegamento con il depuratore e DN300 in sostituzione degli attuali DN200 a monte di Via Marconi.

2.       Il nuovo comparto potrà essere attuato solo previo affiancamento all’esistente DN1000 (attualmente insufficiente), lungo Via I Maggio, di una nuova tubazione DN1200; dovrà altresì essere realizzata una nuova condotta per sole acque nere DN400 al servizio del comparto ed in sostituzione dell’attuale DN200 posato lungo il Canale di Soliera.

3.       Le acque bianche saranno recapitate nel reticolo superficiale di scolo, mentre le nere saranno allacciate all’esistente fognatura frazionale.

4.       Le acque bianche saranno recapitate nel Canale di Soliera, le acque nere nel nuovo collettore dedicato (vedi nota 2).

5.       II recapito delle acque bianche sarà il reticolo di scolo superficiale, le acque nere saranno da trattare localmente a mezzo sistema di depurazione.

6.       Si propone la realizzazione di doppia condotta (separazione delle acque nere e bianche) lungo Via Archimede con recapito delle bianche nel Cavo Lametta e delle nere nell’esistente DN200.

7.       Le acque bianche saranno recapitate in Scolo dei Prati, le nere nell’esistente condotta DN200.

8.       Per dare attuazione ai comparti si ritiene indispensabile realizzare una dorsale principale lungo lo Scolo Torchio, in grado di servire i nuovi comparti da attuare e al contempo riequilibrare il bacino urbano di Limidi attualmente in situazione critica. Accanto alla nuova dorsale sarà necessario realizzare la tubazione per sole acque nere da collegare con il DN315 esistente al Canale dei Prati.

9.       Le acque bianche saranno recapitate nel reticolo di scolo superficiale; le nere nella fognatura frazionale.

 

 

 

 

 

4. Prescrizioni grafiche contenute nelle tavole del POC

     Nei comparti AR, C e D3 le tavole del POC possono eventualmente indicare:

a)  le porzioni del comparto da sistemare e da cedere gratuitamente al Comune come aree a verde di protezione e arredo stradale, non computabili come standard di urbanizzazione, ai sensi dell’art. 3.3.6 del RUE;

b)  le porzioni del comparto entro le quali vanno collocate le nuove costruzioni previste;

c)  le porzioni del comparto da sistemare come aree per attrezzature e spazi collettivi (standard di urbanizzazione); tali aree sono da sistemare prevalentemente come aree U di cui all’Art. 3.1.6, e 3.1.7, ma possono eventualmente ospitare anche parcheggi pubblici Pp;

d)  le porzioni delle zone da interessare con nuovi tracciati stradali.

     Il Piano urbanistico attuativo, fermo restando il rispetto di eventuali prescrizioni particolari dettate dal presente POC per lo specifico comparto:

-   non può proporre modifiche che riguardano l’entità delle aree di cui alla precedente lettera a);

-   può proporre soluzioni di distribuzione dell’edificazione parzialmente difformi dalle indicazioni grafiche di cui alla precedente lettera b), purché non confliggano con le tutele e i vincoli di cui alla tavola n. 2 del PSC;

-   può proporre soluzioni di dislocazione delle aree per attrezzature e spazi collettivi parzialmente difformi dalle prescrizioni grafiche di cui alla precedente lettera c), fermo restando che la loro superficie complessiva sia pari agli standard richiesti ai sensi dell’Art. 3.1.6 del RUE, o, se superiore, pari alla superficie delle aree graficamente individuate dal POC (si veda anche l’Art. 3.1.7 comma 8 del RUE);

-   può proporre un posizionamento parzialmente diverso dei tracciati stradali individuati nelle tavole del POC di cui alla precedente lettera d), fermo restando la funzionalità dei collegamenti stradali previste dal POC e delle connessioni con la viabilità esterna al comparto attuativo.

     Le proposte di assetto urbanistico contenute nei Piani attuativi di iniziativa privata, che si discostino dalle indicazioni grafiche delle tavole del POC, nei limiti di cui al presente comma, possono essere approvate dal Consiglio Comunale, nell’ambito dell’approvazione del PUA, solamente se giudicate soddisfacenti e comunque non peggiorative per la collettività rispetto a quanto previsto nelle tavole del POC, sentiti i pareri del Responsabile dello Sportello unico e della C.Q..

 

4. Superficie Territoriale

La Superficie Territoriale (ST) a cui si applicano gli indici per il calcolo della Potenzialità edificatoria è quella compresa dal segno grafico continuo che delimita la zona o le zone AR, C, o D3; la misura della ST è espressa negli articoli che seguono, ai fini del calcolo del dimensionamento del POC, ma in sede attuativa può essere adeguata secondo le risultanze del rilievo topografico e della documentazione catastale.

 

Art. 2 - Comparti di riqualificazione e integrazione del tessuto urbano AR

1.   Si prevede attuazione dei seguenti comparti AR2 con le seguenti prescrizioni

 

§          Comparto AR2.1 (Capoluogo):

-          ST = mq. 7.763

-          Usi ammissibili: a, b2.1, b2.7, b3.1, b3.3, b4.1, b4.2, b4.5, b5, e1, f5,.

-          UT max = 0,4 mq./mq.

-          SP min = 40% della ST

-          NP max = 4.

§          Comparto AR2.4 (Capoluogo - Via Tevere)

-          ST = mq 1.635

-          Usi ammissibili: a, b2.1, b2.7, b3.1, b3.3, b4 (eccetto b4.4), b5, e1, f2.2, f2.4, f5

-          UT max = 0,4 mq./mq.

-          SP min = 40% della ST

-          NP max = 4.

-          superficie da cedere a verde pubblico mq. 800.

§          Comparto AR2.7 (parte) (Sozzigalli)

-          ST = mq 2.984

-          Usi ammissibili: a, b4.1, b4.2, b5.4, f2.2

-          UT max = 0,25 mq/mq.

-          SP min = 60% di ST

-          SF max = 1100

-          NP max = 3.

-          superficie da cedere a verde pubblico mq. 1050.

§          Comparto AR2.8 (Capoluogo Via Loschi)

-          ST = mq 5.818

-          Usi ammissibili: a, b2.1, b2.7, b3.1, b3.3, b4.1, b4.2, b4.5, b5, e1, f2.2, f5;

-          UT max = 0,4 mq/mq.

-          SP min = 30% di ST

-          NP max = 4.

 

2.   Modalità di attuazione: ciascun comparto deve essere oggetto di un progetto unitario convenzionato esteso all’intero comparto come individuato nel POC; le aree per attrezzature e spazi collettivi devono essere reperite e attrezzate all’interno di ciascun comparto.

 

Art. 3 – Comparti per nuovi insediamenti urbani C1 e C2

 

1.   Si prevede attuazione dei seguenti comparti C1 e C2 con le seguenti prescrizioni

 

§          Comparto C1 n. 3 (Arginetto sud)

-          ST = mq 85.022

-          SU max = mq. 33.605

-          NP max = 4

§          Comparto C1 n. 4 (Capoluogo - Via Appalto)

-          ST = mq 14.590

-          SU max = mq. 3.664

-          NP max = 4

-          SP min = 60%

§          Comparto C1 n. 5  (quota residua per PEEP) (Limidi)

-          ST = mq 21.420

-          SU max = mq. 7.867

-          NP max = 4

§          Comparto C2 n. 1 (Capoluogo – zona nuovi impianti sportivi)

-          ST = mq 51.507

-          UT max = 0,15 mq/mq

-          UF min = 0,5 mq/mq

-          NP max = 4

-          SP min = 60%

§          Comparto C2 n. 7 (Capoluogo – Via Arginetto)

-          ST = mq 22.540

-          UT max = 0,15 mq/mq

-          UF min = 0,5 mq/mq

-          NP max = 4

-          SP min = 60%

§          Comparto C2 n. 3 (Limidi - ex-allevamento suini)

-          ST = mq 117.940

-          UT max = 0,20 mq/mq

-          UF min = 0,4 mq/mq

-          NP max = 3

-          SP min = 60%

§          Comparto C2 n. 5 (Sozzigalli)

-          ST = mq 20.640

-          UT max = 0,15 mq/mq

-          UF min = 0,4 mq/mq

-          NP max = 3

-          SP min = 60%

 

2.   Usi ammissibili in tutti i comparti: a, b2.7, b3.1, b4.1, b4.2, b4.5, b5, f2.2, f2.4, f5;

      nel comparto C1 n.3 è ammissibile inoltre l’uso b2.1,

      nei comparti C2 è ammissibile anche l’uso e1.

 

3.   Modalità di attuazione: ciascun comparto deve essere oggetto di un PUA esteso all’intero comparto come individuato nel POC; le aree per attrezzature e spazi collettivi devono essere reperite e attrezzate all’interno di ciascun comparto.

      I due Comparti C1 n.3 e C2 n. 7 possono anche essere attuati con un unico PUA; in tal caso la potenzialità edificatoria complessiva è data dalla somma delle potenzialità edificatorie come sopra definite ma può essere distribuita diversamente nel comparto unitario; inoltre può essere definito un assetto della rete viaria interna diverso dal quello indicato nella planimentria del POC; resta ferma in termini quantitativi la quantità di aree da cedere per attrezzature e spazi collettivi come misurabile nella planimetria del POC.

 

4. Prescrizioni particolari in relazione alla criticità idraulica

Nei comparti C2 n.5 e n. 7, ricadendo ai sensi dell’art. 43 del P.T.C.P in classe di criticità idraulica A3, si prescrive il divieto di realizzare vani interrati e si suggerisce di prevedere nel PUA un congruo innalzamento della quota di imposta dei piani terreni rispetto al piano di campagna.

 

Art. 4 – Comparti per nuovi insediamenti produttivi D3.1 e D3.2

 

1.   Si prevede l’attuazione dei seguenti comparti D3.1 e D3.2 con le seguenti prescrizioni:

 

§          Comparti D3.1 n. 1, 2 e 5 (Capoluogo), n. 7 e 9 (Limidi) e n. 8  (Sozzigalli)

-          UT max = 0,40 mq/mq

-          SP min = 10% della SF

§          Comparti D3.2 n. 1 e 2 (Capoluogo-Appalto)

-          UT max = 0,40 mq/mq

-          SP min = 20% della SF

§          Comparti D3.2 n. 3 (Sozzigalli)

-          UT max = 0,40 mq/mq

-          SP min = 20% della SF

-          H max = 9,50 m.

§          Comparto D3.2 n.4 (Sozzigalli)

-          UT max = 0,17 mq/mq

-          SP min = 60% della SF

 

2.   Usi ammissibili:

-    nei comparti D3.1:  b2.5, b2.6, b3.2, c1, c2, f1, f2.2, f2.4, f5;;

-    nei comparti D3.2 n.1 e n.2:  b1, b2.1n, b2.2n, b2.3n, b2.5, b2.6, b2.7, b3.2, b4.3, b4.4, e1, f1.1, f2.2, f2.4, f5; è ammesso inoltre l’uso b2.1a, per una SV massima di 30 mq., qualora l’attività di vendita al minuto sia complementare ad un’attività di vendita all’ingrosso;

-    nel solo comparto D3.2 n.3: b4.5;

-    nel solo comparto D3.2 n.4: b4.2;

-    in tutti i comparti è ammesso inoltre l’uso a1 per una SU max di mq 120 per ciascuna unità edilizia; tale uso è ammissibile solo in quanto associato ad altro uso avente una SU minima di mq 200.

-    in tutti i comparti eccetto i D3.2 n. 3 e n.4 è ammesso inoltre l’uso b2.6 (distributori di carburanti) secondo i limiti e le disposizioni previsti nel RUE.

 

3.   Modalità di attuazione: ciascun comparto deve essere oggetto di un PUA esteso all’intero comparto come individuato nel POC. Il solo comparto D3.2 n.4 può essere attuato con un progetto unitario convenzionato.

 

4.   Aree per attrezzature e spazi collettivi: le aree per attrezzature e spazi collettivi devono essere di norma reperite e attrezzate all’interno di ciascun comparto; per i comparti D3.1 n. 6, 7 e 9 di Limidi le aree possono anche essere reperite all’esterno dei comparti, oppure all’interno dei comparti stessi secondo una diversa ripartizione concordata fra i soggetti attuatori, purché sancita dalla sottoscrizione di appositi accordi garantiti da clausole fideiussorie. Per i comparti D3.2 n.4 le aree per attrezzature e spazi collettivi possono essere monetizzate.

 

5.   Prescrizioni particolari: nella convenzione per l’attuazione del comparto D3.2 n. 3 fra gli obblighi del soggetto attuatore in materia di urbanizzazioni primarie deve essere previsto anche l’allargamento della sede stradale da Sozzigalli al comparto stesso, e la realizzazione, lungo la medesima strada, di un percorso pedonale.

 

6.   Nelle more dell’aggiornamento della zonizzazione acustica, la zona D3.2 n. 3 deve considerarsi in Classe II e la Zona D3.2 n. 4 in classe IV.

 

Art. 5 – Zone per nuovi insediamenti urbani G2

 

1.   La zona  G2 individuata nella planimetria del POC con il numero di intervento 9 è destinata alla realizzazione da parte del Comune del nuovo complesso di impianti sportivi al servizio del capoluogo e del territorio comunale.

      La zona è attuata per stralci sulla base di un progetto preliminare unitario di assetto dell’intera area, comprensiva anche delle aree che verranno cedute al Comune per attrezzature e spazi collettivi nell’ambito dell’attuazione del Comparto C2 n.1.

      Gli usi ammissibili sono i seguenti: b5, b2.7, b2.8, b4.2, b4.3, f2.4, f8.

      Gli interventi dovranno rispettare i seguenti parametri:

-         UT max= 0,15 mq./mq.

-         SP min = 60% della ST (detratti i parcheggi pubblici).

 

2.   La zona  G2 individuata nella planimetria del POC con il numero di intervento 13 è destinata alla realizzazione di un asilo-nido, che può essere attuato anche per intervento edilizio diretto.

      Gli usi ammissibili sono i seguenti: b5.3.

      Sulla base di un progetto unitario di sistemazione dell’interra area e della preventiva sottoscrizione di un accordo con la proprietà dell’area che preveda a carico della stessa la realizzazione e cessione al Comune dell’asilo-nido, è ammissibile anche la realizzazione di un edificio ad uso residenziale (a1) per una SU massima di mq. 1000, su una SF massima di mq. 1800.

      In attesa dell’aggiornamento della zonizzazione acustica, l’area destinata all’asilo-nido deve essere considerata ricadente in Classe I.

      Gli interventi dovranno rispettare i seguenti parametri:

-         UT max= 0,25 mq./mq.

-         SP min= 50% della ST (detratti i parcheggi pubblici).

 

3.   La zona  G2 individuata nella planimetria del POC con il numero di intervento 15 è destinata alla realizzazione di attrezzature sportive private di uso pubblico.

      In attesa dell’aggiornamento della zonizzazione acustica, l’area deve essere considerata ricadente in Classe III.

      Gli usi ammissibili sono i seguenti: b4.2, .

      Questa zona è attuabile per intervento edilizio diretto. Gli interventi dovranno rispettare i seguenti parametri:

-         UT max= 0,25 mq./mq.

-         SP min = 10% della ST (detratti i parcheggi pubblici).

 

Art. 6 – Intervento speciale in zona B2

 

Nel lotto B2 in Via Pascoli individuato nella cartografia del POC è programmato un intervento per la realizzazione di edilizia residenziale pubblica nel rispetto dei seguenti indici:

· UF max = 0,75 mq./mq.

· NP max =4,

· SP min = 20%.

 

Art. 7 – Rilocalizzazione di edifici interessati dalla realizzazione di opere pubbliche stradali, ferroviarie e idrauliche

 

Con riferimento agli interventi di realizzazione delle opere pubbliche di carattere stradale di cui ai numeri 41 e 42 dell’allegata Tab. C, nel caso che in sede di progetto definitivo delle opere da realizzare si dimostri indispensabile la demolizione di edifici posti a ridosso della sede stradale, è applicabile quanto disposto dalla L.R. 1/12/1998 n. 38. In tal caso, in sede di approvazione del progetto stesso e di conseguente apposizione del vincolo espropriativo tramite variante al POC, si potrà definire, in caso di accordo con la proprietà, la possibilità di costruzione di un nuovo edificio con medesima destinazione di quello da demolire, in area contigua della medesima proprietà, in deroga alle norme del Capo 4.3 del RUE e nel rispetto delle altre disposizioni del RUE stesso.